Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Mag
17

CONFINI - MAGGIO 2019


Disponibile on line il nuovo numero di “CONFINI”, il cui tema del mese è dedicato allo scontro tra eurocritici ed eurofili.


A pagina 4 vi è il mio contributo, scritto nelle vesti di presidente di “EUROPA NAZIONE”

Di seguito il link per la visione dei numeri arretrati: CONFINI: NUMERI ARRETRATI

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Mag
15


Caro Zio Danny,
ieri mattina, quando ho acceso il telefonino nel porto di Civitavecchia, dopo due giorni di oscuramento mediatico a causa della navigazione, è stato come ricevere un pugno nello stomaco l’apprendere che avevi iniziato il Grande Viaggio. L’approccio con la caducità della vita caratterizza in modo sostanzialmente diverso la società americana e quella europea, pur registrando delle analogie nel contesto anglosassone, su entrambe le sponde dell’Atlantico. Soprattutto al di sotto del 45° parallelo non si è mai pronti per queste notizie e non sono certo bastati i tuoi novantasette anni di vita splendidamente vissuta a lenire il dolore. L’amore per le persone care prende sempre il sopravvento su quella razionalità tipicamente calvinista che, negli USA, consente un rapporto più confidenziale con la morte. In un attimo sono affiorati ricordi lontani e quelli più recenti, legati alla fantastica festa dei tuoi novanta anni, nel 2011, quando eravate ancora in quattro a testimoniare la dinastia di una famiglia meravigliosa, immensa, con una storia straordinaria alle spalle: tu, Zio Gimmy, la mia adorata mamma Giuseppina e Zia Giannina, l’ultima di quel clan di nove fratelli e sorelle messi al mondo da Nonno Luigi e Nonna Antonietta.
Hai vissuto bene, caro Zio Danny, amando molto e lavorando sodo, coltivando nel migliore dei modi possibili il “sogno americano” senza lasciarti mai fagocitare dalle distonie dell’american way of live, sempre soppiantato da quella raffinatezza innata, di stampo prettamente europeo, che hai preservato con cura certosina. Le tue figlie hanno ereditato un lascito genetico di prim’ordine e i loro successi nella vita professionale testimoniano la sana educazione ricevuta.
Avrei voluto vederti ancora una volta, caro zio, ascoltare la tua voce, abbandonarmi ai tuoi abbracci, ma non è stato possibile. Ora sono qui, a ripescare nello sterminato archivio di famiglia i momenti trascorsi insieme, non certo tanti, ma proprio per questo intensi.
Riposa in pace, dolcissimo Zio e bacia per me la mia cara Mamma. Ti ho voluto tanto bene e so che tu ne volevi tanto a me.

2006 – ZIO DANNY E MAMMA A RAVELLO

USA 2011 – UNCLE DANNY BIRTHDAY – VIDEO

USA 2011 – UNCLE DANNY BIRTHDAY – PHOTOGALLERY

(Solo inizio identico a quello del video)


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Apr
18


Disponibile on line il nuovo numero di “CONFINI”, il cui tema del mese è dedicato alla “FAMIGLIA”


Due i miei contributi:
“FAMIGLIA E AMORE NON SONO SINONIMI” – Pagina 6
“LE PAROLE SONO IMPORTANTI – Pagina 28 (Disamina sull’utilizzo improprio dei termini “radical”, “chic”, “populismo”, “destra”.

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Mar
18


Disponibile on line il nuovo numero di “CONFINI”, il cui tema del mese è dedicato alla dicotomia “CRESCERE O DECRESCERE?”


Due i miei contributi:
“LE PAROLE INGANNEVOLI: CRESCITA E DECRESCITA” – Pagina 5
“MOBBING: URGE UNA BUONA LEGGE” – Pagina 26


Come sempre si suggerisce di leggere e fare proprio l’editoriale del direttore Angelo Romano, a pagina 2, la cui saggezza illumina i sentieri della vita e consente di mantenere la retta via.

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Feb
20


Disponibile on line il nuovo numero di “CONFINI”, il cui tema del mese è dedicato all’EUROPA.

Tre i miei contributi:
“EUROPA ALLA DERIVA?” Pagina 4
“FRANCE, MON AMOUR” Pagina 40
“ANGELA ROMANO: “L’INNOCENZA INFRANTA” Pagina 44

Da non perdere l’editoriale del direttore Angelo Romano, come sempre spietato melle sue lucide analisi, che non offrono mai alcuna possibilità di confutazione. (Pagina 2)

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Dic
18


Disponibile on line il nuovo numero di “CONFINI” il cui tema del mese è dedicato al “FONDAMENTALISMO”.

Il mio contributo (pagina 60) è dedicato alla Battaglia di Montelungo, in occasione del 75° anniversario.

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Dic
04


E’ un grande privilegio, per ogni essere umano, percorrere i sentieri della vita senza doversi confrontare con gli orrori di una guerra. Se ciò è possibile per milioni di italiani, lo si deve anche a chi si sacrificò affinché altri vivessero. Per i giovani di oggi tante cose accadute ieri sono incomprensibili: in pochi anni si è stravolta la percezione dell’essere, alterando princìpi e valori che hanno accompagnato il cammino dell’uomo per millenni. “Insegnare la Storia”, andando oltre la mera esposizione di fatti e dati statistici, è un dovere morale sia per ricordare gli eroi di un tempo passato sia per inculcare un valido antidoto contro la degenerazione umana, fonte primaria di ogni guerra.


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TERRA BRUCIATA – IL TRAILER

Nov
30


IL RICORDO DELL’EROICA BATTAGLIA CHE SANCÍ LA NASCITA DEL NUOVO ESERCITO ITALIANO DOPO L’ARMISTIZIO DEL 1943


Dal 7 al 16 dicembre 1943, in un’Italia devastata e confusa, il rinnovato esercito italiano ebbe a Montelungo il suo battesimo del fuoco. Agli ordini del Generale Vincenzo Dapino un pugno di rari nantes in gurgite vasto riscattarono l’onore della Patria costringendo ad ignominiosa ritirata truppe tedesche superiori per numero ed armamenti. Settantanove soldati immolarono la loro vita nell’eroica battaglia, affinché altri potessero continuare a combattere per riconquistare l’onore perduto. Vivono in eterno nei nostri cuori come fulgido esempio di quella italianità che ha saputo farsi apprezzare in ogni contesto, militare e civile, come giustamente riconosciuto dal comandante della V Armata americana, che non esitò a congratularsi con l’omologo italiano, inviandogli il seguente telegramma: “Desidero congratularmi con gli ufficiali e i soldati del vostro comando per il successo riportato nel loro attacco di ieri su Monte Lungo su quota 343. Questa azione dimostra la determinazione dei soldati italiani a liberare il loro paese dalla dominazione tedesca, determinazione che può ben servire come esempio ai popoli oppressori d’Europa”. (Mark Wayne Clark)
Nei giorni 1 e 2 dicembre 2018 è stao organizzato un importante evento, con molteplici iniziative, per celebrare il 75° anniversario della battaglia.


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I RAGAZZI DEL LI BERSAGLIERI

MONTELUNGO: CRONACA DI UNA BATTAGLIA

LA BATTAGLIA DI MONTELUNGO NEL RACCONTO DEL CAPORALE MARZOLLO YO

LA BATTAGLIA DI NONTELUNGO. I BERSAGLIERI DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE – UGO FURLANI – GASPARI EDITORE

L’ALBA DELLA RISCOSSA. MONTE LUNGO 8-16 DICEMBRE 1943. – P. LUIGI VAILLARI – IBN EDITORE

ASSOCIAZIONE NAZIONALE BERSAGLIERI – PROVINCIA DI CASERTA

Nov
28

Guglielmo Zito in una foto del 1974. Alla Sua sinistra Nicola Raucci


Caro Guglielmo,
emettesti i primi vagiti quando già nell’aria echeggiavano i venti di una terribile guerra, la cui eco accompagnò gli anni della tua infanzia. Per le generazioni di fine anni trenta, anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, se non si può parlare – perché quando lo si fa si commette sempre una grande sciocchezza – di destino segnato, era inevitabile trovarsi a saldare i conti con un passato ancora troppo recente affinché non condizionasse l’esistenza di ciascuno. In perfetta buona fede, pertanto, ognuno sceglieva la propria strada, convinto che fosse quella giusta. Non esistono strade giuste in assoluto, ovviamente, perché nulla è assoluto: esistono solo persone che decidono di vivere in modo degno e altre no, a prescindere dalle strade sulle quali muovono i loro passi. Tu, manco a dirlo, appartieni a quella sparuta categoria che è consacrata alla Storia con una espressione ben precisa: “Rari nantes in gurgite vasto”. Cavaliere dell’ideale in un mondo in dissoluzione, sempre dalla parte del Bene e contro ogni male, ovunque si annidasse, apparivi un gigante ai giovinetti che ascoltavano estasiati le tue lezioni, per i quali più che un semplice docente di matematica eri un vero maestro di vita.
Le nostre strade s’incrociarono nel novembre del 1972, quando, ammaliato e incantato dalla statura etica e morale di quel Grande Italiano che è stato Giorgio Almirante, decisi di mettere la mia giovinezza a sua disposizione, per contribuire a fare dell’Italia un Paese migliore. Ero solo un diciassettenne che sognava l’impossibile e tu già un affermato docente, che aveva avuto modo di decantare complesse realtà politiche e sociali, senza per altro che la maggiore esperienza scalfisse anche minimamente la tua idealità. Fu amore a prima vista perché ci trovammo subito in sintonia. Tra le tue peculiarità vi era quella di carpire l’essenza di una persona, senza mai commettere errori di valutazioni. Fu così anche quando puntasti sull’amico Michele, intravedendo in lui quello spessore culturale e quella statura umana indispensabili per dare un senso a una comunità che necessitava di guide solide. E poi insieme puntaste su di me, consentendomi di assurgere alla guida del Partito in città e di entrare in quel meraviglioso contesto rappresentato dalla Consulta Corporativa, suggellata da intellgenze troppo illuminate per affermarsi in un caleidoscopio umano che risentiva massicciamente di contaminazioni nostalgiche e, fatte le debite e purtroppo minoritarie eccezioni, era più propenso ad abbandonarsi alla retorica reboante che ai severi studi.
La tua idealità ha plasmato il tuo incedere lungo i sentieri della vita, illuminando anche il tuo “privato”, ancorato a quei presupposti che, semplicemente, si configurano nella sacralità della Famiglia, concepita nella sua essenza più nobile e tradizionale.
Anche quando la realtà, con la sua potenza devastante, fece crollare uno dietro l’altro i castelli di sabbia frutto della nostra illusione, non hai mai abiurato quei Princìpi e Valori, per i quali, da giovani, tutti noi eravamo pronti a rischiare la vita e la galera, come di fatto avvenne per tanti, falciati dall’odio feroce di una sciocca guerra e vessati da un potere che condizionava anche la Giustizia, inducendola a essere severa con i giusti e accondiscendente con le forze malvage che depredavano il Paese.
Ora che sei partito per il Grande Viaggio non è facile trovare le parole giuste per rendere onore alla tua vita integerrima e non mi sforzerò nemmeno di trovarle, anche perché chi ti ha conosciuto e amato non ha bisogno di parole. Mi limito, pertanto, a salutarti come piaceva a te, mentre la gola brucia e i ricordi affollano la mente. E’ stato davvero un grande onore, oltre che un grande privilegio, averti come Amico.

Nov
22


Disponibile on line il nuovo numero di CONFINI, il cui tema del mese è dedicato alla “VOGLIA DI RISCATTO”.

Due i miei contributi:
“VOGLIA DI RISCATTO” (Pag.4)
“IL PIAVE MORVORAVA” – PARTE DECIMA: DA CAPORETTO A VITTORIO VENETO (Pag. 31)

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