Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

AMORE MIO PERDONAMI







 


Recentemente sono stato svegliato nel cuore della notte da un mio caro amico, uno di quelli della fascia stretta, a cui è concesso praticamente tutto. Mi confessava, trasmettendo con il tono della voce una profonda angoscia, che aveva bisogno di parlarmi con urgenza. Siccome le nostre rispettive abitazioni distano una settantina di chilometri l’una dall’altra, sono riuscito a persuaderlo che, di qualsiasi cosa si fosse trattato, sarebbe stato preferibile aspettare l’indomani. Chissà perché ho avuto una sorta di presentimento e la mente è volata a qualche settimana prima, quando mi era stato comunicato che la moglie ed un’amica, single, sarebbero partite per un supplemento di vacanza nel solito posto del Mar Rosso. Lungi da me l’idea, ora, di far nascere nei miei quattro lettori il convincimento che sia così retrivo da pensare male ogni qualvolta veda una donna che, da sola o con un’amica, parta per vacanze esotiche o pseudo tali. Ma la mente, si sa, è più veloce di ogni condizionamento culturale e, ahimè, il pensiero attraversò, sia pure fugacemente, la corteccia cerebrale, per poi perdersi nei meandri della memoria.
La confessione della moglie è stata tra le più classiche e sicuramente sarebbe piaciuta a Woody Allen, per uno dei suoi soliti film a tema psicologico.
Le parole non sono proprio testuali, ma la sostanza è ben riprodotta: “Amore mio, ti amo troppo per nasconderti le cose e non riuscirei più a guardarti negli occhi se tacessi. A Sharm siamo state prese da una irrefrenabile frenesia; ci siamo sentite travolte e abbiamo perso il controllo. In spiaggia erano tutte in top-less e così abbiamo pensato di farlo anche noi. Tu non me lo hai mai permesso e poi, quando sono venuti i bambini, non sembrava più il caso nemmeno a me. Un tizio greco si è messo a conversare con noi. Era un tipo brillante, raffinato, colto e ci ha incantato con i suoi racconti: ha girato mezzo mondo ed è un dirigente di una grossa azienda che produce mangime per polli. Ha iniziato a corteggiarmi subito, con infinita classe ma con tanta decisione. Mi sono sentita strana! Ho sempre pensato che se un uomo avesse tentato di sedurmi, lo avrei messo a posto subito. Invece, in quei momenti, provavo infinito piacere per le sue attenzioni e anche per il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me e non su Claudia (il nome l’ho cambiato, ndr). Ho colto anche il disappunto di Claudia e questo ha aumentato ancor di più il mio piacere. Ha voluto offrirci il pranzo e ci ha portate all’esterno del villaggio, nella vicina Baia di Naama, in un ristorante molto esclusivo”.
Per amor di sintesi risparmio i dettagli legati allo shopping pomeridiano nei suk, ai monili regalati e alla cena consumata in uno dei tanti ristoranti dell’immenso villaggio, rivelati dalla zelante moglie con perizia da ragioniere, per passare decisamente alle ore notturne.
“Ha voluto che lo seguissimo nel suo appartamento, il doppio del nostro nonostante lo occupasse da solo, e ci ha preparato un gustoso long-drink alla frutta. Si è seduto in mezzo a noi, abbracciandoci entrambe. Sembrava tutto così naturale, anzi, lo era. Quando le sue mani hanno incominciato ad accarezzarci sempre più insistentemente, abbiamo capito che eravamo senza difese. Claudia era raggiante: aveva temuto di essere esclusa dalle sue attenzioni e di fare la parte della terza incomoda.Ad ogni sua carezza si scioglieva sempre più. Stranamente la situazione non mi generava alcun fastidio”….
Basta così. Il resto è facilmente immaginabile. Sette giorni a farsi strapazzare dall’aitante greco, assaporando il gusto della trasgressione, corroborata dalle continue sollecitazioni, accettate senza difficoltà, a tuffarsi in “deliziosi” giochetti saffici “mai passati per la mente in precedenza”. Il tutto con contorno di riprese fotografiche e video.
La conclusione della confessione? Eccola. “Perdonami, amore mio. Non so cosa mi sia successo; cosa ci sia successo. Ma ora mi sembra tutto un sogno. Tutto così lontano. Io ti amo, non voglio perderti”.
Quello che abbiamo discusso il mio amico ed io, da questo punto in poi, non è materia interessante per i lettori. Ritenevo, anche, che le decisioni da lui maturate dovessero restare nell’ambito familiare. Egli, invece, invocando solo una riservatezza sui nomi, mi ha chiesto di pubblicare quanto successogli.
Abbiamo parlato a lungo, ovviamente, dopo il primo incontro: tanto della sua decisione quanto della volontà di renderla pubblica, rivelando significativi dettagli della spiacevole causa.
Egli è un uomo forte, culturalmente solido e saprà gestire il tutto senza che i figli patiscano più di quanto non sia inevitabile. Ha voluto offrire la sua testimonianza su una fenomenologia molto diffusa ai giorni nostri: la ricerca del consenso per manifestazioni dell’essere e comportamenti generalmente considerati deprecabili.
Ma, soprattutto, ha voluto richiamare l’attenzione sulle conseguenze, a volte devastanti, che derivano da siffatti comportamenti.
Sua moglie è stata invitata ad abbandonare la splendida villa con parco e piscina, nella quale era entrata da regina, ed è ritornata nella modesta casa dei suoi genitori, affranti, per la fine del sogno, e combattuti tra l’amore nutrito per una figlia, che induce sempre al perdono, e la consapevolezza che per il suo sbaglio pagherà un prezzo altissimo per tutta la vita. Vi sono due bambini, di 7 e 4 anni, che sono anche suoi. Anzi, secondo la legge, “soprattutto” suoi. Pargoli abituati a vivere nell’agio, con un esercito di persone pronte a prendersi cura di loro e, in considerazione del ruolo sociale del ricco papà imprenditore, a proteggerli. Un esercito, sapientemente coordinato dai nonni paterni, che consente alla sventurata madre di potersi assentare quando vuole, senza preoccupazioni. Gli uomini giusti e onesti rispettano le leggi, certo. In ogni contesto sociale vi sono decine di migliaia di persone che decidono di vivere nel dispregio delle norme contemplate dai codici, comportandosi quindi da delinquenti e fuori-legge. E non è un mistero per nessuno che molti di questi uomini, lungi dal vivere nell’ombra, occupano ruoli importanti nella società civile, nella pubblica amministrazione, nelle aziende, nei palazzi del potere. Costoro vengono tollerati, ipocritamente, e venerati, seppure segretamente disprezzati. E la pusillanimità degli ossequianti è più deplorevole dei loro crimini. Che nessuno si permetta di fiatare, quindi, quando uomini irreprensibili, rari esempi viventi di probità e virtù, ancorati a principi sani legati ai valori più sacri che dovrebbero essere appannaggio di ogni essere umano, utilizzano la propria forza, il proprio carisma, per correggere le distonie di leggi inique. Il loro agire, lungi dal rappresentare un’azione delittuosa, costituisce un atto di ribellione che dovrebbe spingere chi ne è preposto a rivedere delle norme che, evidentemente, presentano delle lacune.
Non vi sarà nessun giudice che riuscirà a far sì che i bambini siano affidati alla madre, esponendoli a rischi e privandoli di speciali mezzi educativi e formativi. Ciò sarà possibile perché il peso dell’uomo è tale da indurre chiunque, a cominciare dalla moglie, a non tentare nemmeno di opporsi alle sue decisioni. Ma per tanti padri non è così e per loro, quando si trovano in simili circostanze, si apre il baratro di una duplice, ingiusta sofferenza. Ed è a loro che si è pensato, principalmente, quando si è deciso di scrivere questo articolo.
Il concetto di emancipazione, frammisto alla voglia di sincerità a tutti i costi, sarà oggetto di un prossimo articolo. Questo voglio chiuderlo indicando un link ed un sito. Il primo fa capo ad un famoso portale, che ha pubblicato un vero e proprio vademecum delle corna. Può essere molto divertente consultarlo; di sicuro è molto istruttivo leggere le tantissime tradimail, ossia le dichiarazioni dei cornuti e dei cornificatori.
Buon divertimento: http://news2000.libero.it/speciali/9469.jhtml
Il sito, invece, è quello dell’associazione etica maschile, che offre utili supporti a chiunque si trovi in situazioni analoghe, senza avere i mezzi e la capacità per fronteggiare la crisi: http://www.uomini3000.it/

© Lino Lavorgna 28 Settembre 2003

Annunci

Nessuna Risposta to “AMORE MIO PERDONAMI”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: