Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

O TEMPORA, O MORES


Da qualche mese le emittenti televisive e radiofoniche trasmettono uno spot della casa automobilistica Ford, nel quale è citato uno slogan concepito dal suo fondatore. Quando lo ascoltai per la prima volta pensai ad un improvvido errore di traduzione, che sarebbe stato repentinamente corretto. E invece… niente. “Diventa per tutti” è “diventato” un tormentone passato inosservato. Certo, dirà qualcuno, con tutto quello che succede nel mondo figuriamoci se sia il caso di perdere tempo a correggere gli errori della pubblicità. Anzi, giacché ci siamo, trasformiamo la natura del verbo, di modo che non vi sia bisogno di aggiungervi “qualcosa” per utilizzarlo propriamente. Ai giorni nostri si vive correndo e pertanto bisogna guadagnar tempo, senza prestare troppa attenzione ai dettagli linguistici, alla forma, alla grammatica. Sarebbe troppo complicato asserire che i vantaggi di un’automobile sono tali se diventano “fruibili” da tutti. Magari uno non sa cosa significhi “fruibile” e sceglie un´altra marca. Ma è così per tutti? Senz´altro no e ritengo che i giovani, in particolare, vadano tutelati dalla scelleratezze linguistiche propinate dai moderni padroni della comunicazione, occupanti abusivi di un terreno destinato a inaridirsi grazie a loro. In casa Pirelli, tanto per fare un altro esempio, Merlino si rivolge a Re Artù chiamandolo “Maestà”. Sembra una facezia. E invece così non è, caro copyrighter. Se proprio vuoi utilizzare i personaggi del ciclo Bretone per vendere pneumatici, nessuno può impedirtelo, (ahimé!) ma cerca almeno di farlo in modo consono: studia la materia prima, per renderti conto che il termine “Maestà” non era prerogativa di quelle corti reali, nelle quali a un Re ci si rivolgeva chiamandolo “Sire” o “Mio Signore”. E non certo Merlino, che chiamava il Re di Bretragna semplicemente “Artù”, essendo stato lui a creare i presupposti (leggi “incantesimo”) per la sua nascita. Da molti anni mi occupato di moda e curo la regia di tantissime sfilate. Ogni evento è minuziosamente preparato nei dettagli e alla scelta dei brani musicali che accompagnano le varie uscite dedico la stessa importanza destinata alla coreografia. Non mi sognerei mai, per esempio, di utilizzare la disco music per le sfilate degli abiti da sposa. Quando guardo i programmi delle due principali stazioni televisive satellitari che si occupano di moda resto esterrefatto nel vedere le innovazioni in passerella. E stiamo parlando dei professionisti che curano le sfilate per conto dei maggiori stilisti. “O tempora o mores”, sarebbe il caso di affermare, con un pizzico di malinconia”.


© Lino Lavorgna 21 Giugno 2003

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