Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

PAGINA DI DIARIO: “UN VOLTO X FOTOMODELLA” 2003 – 1° E 2° GIORNO

Renato Balestra con Chiara Baschetti


12 Settembre
Come ogni anno, la vigilia della finalissima si apre con la conferenza stampa, alla presenza delle autorità politiche, degli sponsor, delle finaliste con seguito di accompagnatori ed agenti, di un ristretto numero di invitati e dei soliti “portoghesi”, che s’intrufolano ovunque si notino cameramen e fotografi.
Ho rivisto Enzo Ascione, oggi assessore al comune di Caserta. Ogni volta che incontro un esponente della Destra mi viene naturale il raffronto con i tempi della mia giovinezza, quando un uomo di Destra lo si riconosceva subito, per il suo incedere, per lo stile, per la classe e per quell’aria di raffinato understatement che faceva venire il mal di pancia a chi lo subiva. Oggi che la Destra di Governo ha spalancato le porte ai nuovi adepti, ci s’imbatte, spesso, in persone con strane storie alle spalle, ed è divertente tentare di capire se l’interlocutore sia a denominazione d’origine controllata oppure figlio della mutevolezza dei tempi. Con Enzo, ovviamente, questo gioco è superfluo. Lo ricordo, giovanissimo, in quel Fronte della Gioventù che ha visto immolarsi sull’altare di spledndidi ideali tanti giovani in gamba, purtroppo ingiustamente dimenticati. Ma non siamo qui per parlare dei ricordi di gioventù.
La giornata è volata via tra prove e preparativi. Il pomeriggio l’ho trascorso quasi interamente a redigere gli articoli, per poi inviarli ai quotidiani. Ancora una volta ho occupato l’ufficio di Sonia ed ho avuto modo di familiarizzare con Anthony, il simpaticissimo e sempre disponibile Direttore Commerciale.
In serata, purtroppo, mi sono dispiaciuto per la decisione del mio amico Dino Giordano, che ha deciso di abbandonare il concorso. Il suo risentimento mi riporta ai primi anni di collaborazione, quando la mancanza di esperienza e il mio retaggio di teatrante, legato a regole e astili di vita completamente diversi da quelli che caratterizzano il mondo dello show business, mi provocava spesso dei malumori.
Ho cercato di dissuaderlo e ho coinvolto Franco, ma dubito che il tentativo sortisca l’effetto sperato e penso proprio che domani sera diserterà la finalissima. Peccato.
Durante la diretta di Radio Kiss Kiss ci siamo tutti calati in frenetiche danze. Le ragazze mi hanno messo al centro di un nutrito gruppo, insieme con Anna Impossibile, la bella e brava coreografa, invitandomi ad improvvisare un strip. Le ho accontentate, ovviamente nei limiti della decenza, e ho colto lo stupore sui volti delle mamme di Roberta e Lidia, le due finaliste che fanno capo all’Excalibur. Mi hanno conosciuto recentemente, in un contesto estremamente professionale e, come da prassi, si sono fatte la loro idea, secondo il consolidato italico costume di affibbiare subito etichette, positive o negative fa lo stesso. Non sanno ancora che cambieranno le loro opinioni almeno quattro volte l’anno, ma siabitueranno anche loro a cogliere le sfumature e le novità, magari con l’aiuto di sane letture, da me consigliate alle figlie per avviare quel processo di destrutturazione dell’ego, che costituisce il primo passo per una sana crescita all’insegna dello stile Excalibur.
Lino Lavorgna

Lino Lavorgna


11 SETTEMBRE
E sorse il sole! La grande paura della pioggia è passata e si può riprendere a montare l’imponente palco di fronte al Palazzo Reale di Caserta. Dino mi ha svegliato nel cuore della notte per dirmi di non fare tardi al briefing mattutino, ma so bene che certe telefonate gli servono solo a scaricare la tensione: udendo la voce dell’interlocutore, si sente più tranquillo. Ha i nervi d’acciaio, è vero, ma le cose da mettere a posto sono davvero tante. Alle 8,15 in punto ci ritroviamo tutti a colazione. Il Grand Hotel Vanvitelli, solitamente frequentato come una grande stazione nei giorni di massimo traffico, oggi sembra un vulcano in piena eruzione: matrimoni, cerimonie private, una sfilata di lingerie con oltre duecento invitati, convegni di piccole e grosse aziende e, dulcis in fundo, le prime 20 ragazze della finale nazionale. Scendiamo tranquilli nella sala Genovesi, molto più confortevole dell’angusto ufficio occupato lo scorso anno, e ci accomiatiamo da Gianni, che inizia altrove le prove coreografiche. La tranquillità, però, svanisce alla prima telefonata di Roberto: alla Telecom ignorano la richiesta di una linea ISDN temporanea e, a questo punto, la diretta di domani con Radio Kiss Kiss è a serio rischio. Roberto, vulcanico e iperdinamico come sempre, cerca di mantenere la calma, ma il suo vocione di speaker radiofonico lascia chiaramente intendere che se avesse tra le mani l’interlocutore, offrirebbe senz’altro nuovi spunti di studio per gli ortopedici, in materia di fratture ossee. Ma non è il caso di perdersi in sterili polemiche. I nipoti ingegneri, in special modo se ivi occupati con alte mansioni dirigenziali, serviranno pure a qualcosa. Chiamo Luigi e in cinque minuti arriva la soluzione giusta: si tratta solo di inviare un nuovo fax a un altro numero. Lo redigo, ma non posso fare a meno di aggiungere un po’ di veleno circa l’improvvido comportamento di chi ci ha fatto perdere ben quattro giorni senza concludere nulla. Annalisa, oggi, è più bella del solito e i suoi capelli, una volta tanto sciolti, valorizzano il suo viso e il suo incedere deciso, inducendo chiunque ad ammirarla, nonostante la massiccia presenza di fotomodelle e di indossatrici che girovagano in ogni dove. Le mamme delle finaliste, ansiose ed emozionate more solito, si rivolgono a lei con la malcelata speranza di trovare almeno una risposta alle mille domande che frullano nella mente: le mette a tacere con un sorriso disarmante ed una voce melodiosa, che sembra un canto di usignolo nelle albe di primavera. Franco, da vero signore, studia il tono, le parole e i gesti giusti per comunicarmi il suo disappunto: ha letto il mio articolo sulla “Gazzetta di Caserta”, ma non si è visto citato. Il volto torna ad illuminarsi quando gli dico che gli articoli dovevano essere tre, in un’intera pagina a noi dedicata, che in uno di essi avevo messo nel giusto risalto il suo importante ruolo e che sarebbero stati riproposti domani. La cucina del Grand Hotel Vanvitelli, deliziosa e raffinata, meriterebbe di essere onorata con un pacato silenzio, assolutamente impossibile in simili circostanze: durante il pranzo si discute animatamente delle scalette, della scenografia e di tutto il resto. So bene che è tempo perso e che ogni cosa andrà come deve andare a prescindere dal grado di tensione che ciascuno accumula. Lo staff è ben rodato e ciascuno conosce a menadito i suoi compiti. E poi le ragazze sono a pochi passi da noi ed è bene che loro vedano solo persone serene e sicure. Occorre una frivolezza per stimolare qualche sorriso in più. Mi alzo, mi avvicino ad Annalisa e le dico che Dino mi ha incaricato di declamarle una poesia da lui composta e a lei dedicata. Mi produco in un adattamento in tempo reale del “Si fossi foco” di Cecco Angiolieri e provoco i primi cinque minuti di “sana pausa del pensiero lavorativo”. Al tavolo vi è anche Grace: ghiotta occasione per recuperare ancora una manciata di minuti. Ragioni strettamente personali l’avevano indotta a ridurre il suo impegno nell’organizzazione: “Ne me quitte pas” mi sembra un testo ideale e glielo declamo, sempre su delega virtuale di Dino, ovviamente in italiano. Nel corso del pomeriggio devo inviare i comunicati stampa ai giornali e occupo l’ufficio di Sonia, provvisto di ben due computer in rete. Avrà meno di 30 anni e dirige uno dei settori più importanti della mastodontica struttura alberghiera. Il piglio della leader nella voce e la classica sicurezza di chi sa il fatto suo. Cosa ne sarà degli uomini, se donne così giovani riescono ad imporsi con tanta facilità? Ai posteri l’ardua sentenza. Finalmente arriva il momento dell’inaugurazione del “Trend Village”. Il piazzale antistante la Reggia brulica di curiosi e alle 17,45 arrivano l’assessore Pino del Gaudio e il consigliere Cerrato. Le telecamere della RAI riprendono l’apertura degli stand e una giornalista inizia ad intervistare i politici, gli organizzatori e le ragazze. La lunga kermesse è ufficialmente iniziata. Dino saltella ovunque per controllare ogni dettaglio, ma percepisce a pelle che tutto procede secondo i suoi desiderata. Si balla fino a tarda notte. Si è stanchi, ma felici. Ora sono tutti a nanna, e anche il cavaliere errante, senza rileggere l’articolo, chiude il computer e si affida ad Orfeo. Se vi sono errori o imperfezioni, saranno rimossi domani.

© Lino Lavorgna 12 Settembre 2003

Lino Lavorgna

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