Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

MITI IN SALDO

MITI IN SALDO


 


Ho avuto modo di leggere, in questi giorni, il numero di “Focus Extra” dedicato ai grandi miti dell’umanità.


Il candore dei miei capelli mi obbliga senz’altro a comprendere che, in tempi di caos (e il nostro è un tempo di caos) ciò che conta è il fatturato, con buona pace della qualità dei prodotti, imposti con la forza persuasiva di chi, con grande zelo, passa la vita a studiare come funzionano i condizionamenti sociali nelle società massificate.


Ecco condensate, così, in 140 pagine ricche di immagini, la mitologia planetaria dalla notte dei tempi ai giorni nostri, resa spuria, ovviamente, di tutto ciò che poteva risultare “pesante”, “fastidioso”. Pazienza se ciò che manca è la parte più importante, quella che rende possibile perpetuare un mito in eterno. Ma chi se ne accorge? Decine di migliaia di lettori hanno acquistato la rivista ed ora presumono di discorrere da esperti, sentendosi dei piccoli (piccoli?) René Guenon e Julius Evola. “O tempora o mores”, mi capita spesso di affermare, con malinconica rassegnazione, che spegne ogni vena polemica.


Ma a volte tacere è proprio impossibile.


Passi la speculazione, passino le analisi di marketing che suggeriscono le giuste strategie commerciali anche nel settore editoriale, ma ci vuole davvero una faccia da corno per infilare in un’antologia mitologica, sia pure raffazzonata e superficiale, Moana Pozzi, presentata a nove colonne come la DEA DEL SESSO.


“Il sorriso e quel corpo da novella Afrodite hanno fatto di Moana Pozzi, pornostar, un’incarnazione della gioia di vivere”. Seguono tre belle pagine di un servizio apologetico da mal di pancia, anche in considerazione che a Re Artù è dedicato un misero trafiletto, insulso, che ripete i soliti luoghi comuni. Ed ora, se la figlia quindicenne di qualche mio amico, stanca delle lezioni del papà sui tanti miti propinati a mò di esempio, dovesse affermare: “Ecco, questo è il mito che mi piace più degli altri ed è questo che voglio imitare”, come fare a dirle che le cose stanno in modo “leggermente diverso”?


Con il dovuto rispetto per i Santi, anche le quattro pagine dedicate a “O GUAPPONE”, ossia San Gennaro, mi sembrano sproporzionate. Ma a quanto pare “Focus” a Napoli vende parecchio… e quindi…


Al Signore degli Anelli viene dedicata poco più di una paginetta, infarcita di banalità. Bastava dire che vi sono profonde analogie tra la storia narrata da Tolkien e l’anello del Nibelungo, ma l’articolista si è voluto spingere oltre, sia pure sinteticamente, creando assurdi parallelismi tra i personaggi, come quello tra Aragorn e Artù o, peggio, Sauron e Odino.


Spazzatura giornalistica, certo. Ma quanta tristezza nel vedere trattare ciò che si ama come merce di scarto, da propinare alla rinfusa a stolti consumatori, felici di comprare a prezzi di saldo ciò che, generalmente, si paga caro, in tutti i sensi, nell’arco di una vita intera.


 


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2 Risposte to “MITI IN SALDO”

  1. Messere , sono pochi quelli che oggi possono parlare di Miti, i maestri spirituali Guenon ed Evola , sono poco conosciuti, oppure addirittura discriminati, oggi vi è la fiera dell’ovvio , del commerciale , Evola ci insegnava a buttare il cuore oltre l’ostacolo, Pound a credere e difendere le nostre idee , questa società è quella dell’oro e dell’usura .
    Di cavalieri come JUNGER nemmeno l’ombra , di Mishima non si vede pari.
    Parcival non cercherebbe il Graal, ma un supermercato.
    Il Cavaliere Nero

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  2. Grazie per la tua toccante testimonianza, Cavaliere Nero, e per i nomi citati, i cui insegnamenti mi hanno sostenuto negli anni difficili della mia gioventù e costituiranno sempre un prelibato alimento per lo spirito, in special modo in questi tempi di magra, da fiera dell’ovvio, come giustamente affermi. Ma bando alla malinconia, come ci insegnava una altro Grande Maestro…: “Quando si spengono le luci, accendi la lanterna che brilla nel tuo cuore… e vai avanti… avanti… avanti”. Un caro saluto da Galvanor da Camelot

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