Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Ciao, Padre mio.

CIAO, PADRE MIO…

 

Ciao, Padre mio. C’è un intero popolo in agitazione, oggi, in fremente attesa di sapere chi sarà a guidare il Paese nei prossimi cinque anni. E sembrano così lontani, ma forse lo sono davvero, i tempi in cui anche noi restavamo incollati davanti al televisore (un paio di canali, non i cinquanta di oggi) per  ascoltare “i risultati”, che allora erano quasi sempre scontati. Era il tempo delle “passioni forti”, oggi soppiantate “dallo squallore forte”. Sono nel mio studio, e ti penso. Penso a quanto mi manchi e a come vorrei che ora fossi qui, vicino a me. E non mi serve tutto quello che ho imparato… tutto quello che mi hai insegnato…. 
Come una foglia al vento mi lascio trascinare dalle mie emozioni e mi abbandono ad esse. 
Socchiudo gli occhi per godere del tuo sorriso e ti abbraccio forte… più forte che posso.. 
Un vortice di visioni immaginifiche ci avvolge e c’incanta, riconciliandoci con le nsotre radici. 
Odo il suono della tua splendida voce che mi sussurra frasi appena percettibili… 
Ti ascolto, Padre mio… Ti ascolto…  

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Una Risposta to “Ciao, Padre mio.”

  1. posso capirti molto bene..Un abbraccio forte. Zarima

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