Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

EUROPA CALLS U.S.A.


Dear American People,
Many of you know me very well as you often come to visit me; many others, although they have never seen me up close, well know my history; the vast majority of you, at last, leads in the blood my genes, the DNA that has its roots in the mists of time. Who am I? I am “Europe”, dear Americans, the Motherland where from all began and from where left your great-grandparents, grandparents and maybe even parents, to realize, in a vast territory, a melting pot of ethnic groups able to let you become a Great People in a Great Nation.
I decided to write on the eve of an important step in your history without any intention “to interfere in the internal affairs”, politically speaking, but simply to speak to you with my heart in my hand, like a grandfather would speak to their grandchildren, peacefully expressing his thought about complex events of life. The ancestral heritage that binds us allows me in this and I feel empowered to take advantage of this right, because, after all, your choices affect, for better or for worse, the events of the world and therefore also mine, which already are not very well.
In a few days you will be asked to choose who will represent you at the White House for the next four years and since long time you are fighting, the one against the others, each one thinking to be the depositary of absolute truth and to be right about everything supports.
Dear great-grandchildren, nieces and nephews and sons, just starting for this, we start in a bad way. To not be able to questioning and to open to “the other” is a sure decay of the “democracy” that you have been able to embody in a masterly way in the most beautiful Constitution that has ever been written.
I’m too old and sailed to fall into the temptation to show you the way and, as someone says, as an old whore who has haunted in all brothels contracting the worse infection, I know how difficult it is to steer, with a simple written, millions of people to reason in a way rather than in another. I will not say, therefore, that for me, full of ancient history, it is easy to see that Obama is the best president that you can choose. I will not tell you that to not bump your susceptibility and because I do not want to harm the man I still want to see to the White House over the next four years.
I will speak, therefore, of very simple things, which are the backbone of the extraordinary set of human “quality” and “features” that here we usually define with the word “civilization”, while for you it’s more appropriate the term “culture.” Civilization or culture, if you prefer, we can start with someone who surely many of you know and love: the great poet and essayist Ralph Waldo Emerson, who, in his valuable essay “Civilization”, noted the inevitable extinction of the people who refuse to keep up with the times, who reject the innovation in a broad sense, both technological and spiritual.
I think that this sentence reflects the essence of the clash between two ways of understanding life and the relationships among men and that only through full acceptance of the principle simple and vital that we must be able to “look” forward to “go” on, or perish, it will pave the way for a better world and to protect us from extinction.
The game, as you see, is not easy and you have the weight and responsibility of very difficult choices. Difficult because, this time, the mistake can be costly. We are in times of turning points, which require “momentous decisions”. These choices are only possible by Great Men, who have within themselves the ability to “read the creaking of history” and to act with courage. Only Great Men, in fact, know how to give up the social conditioning (you should say: the lobbying conditioning) to watch the general interest and not that of a few.
So, dear great-grandchildren, nieces and nephews and my children, this time it is not a choice between a “Republican” and “Democrat” in a context in which, whoever wins, things do not change much, as so often has been in the past. This time it is the fate of the world, and this excuse is not a trivial matter.
I have great respect for your intelligence and I know that, beyond the strong prejudices which prevent a serene analysis of the facts, (not without bias, at times, sinister racism), you are perfectly able to figure out who, among the two contenders, has the “qualities and capabilities” that can really characterize as a world leader in a difficult time and who, instead, is only a modest “accountant of politics,” the son of a little ‘unhealthy business lobbies, full of a retrograde and deplorable subculture, sexist and indifferent and incapable of understanding the world in which he lives and his delicate and complex nuances.
So, dear great-grandchildren, nieces and nephews and my children, I urge you, in these days that separate you from an important choice to produce a clear and serious examination of conscience to understand what you want, and remember that the common good is the good paramount and that the time has come to prefer the culture of altruism to the culture of selfishness. Because this is what the world needs, and by me, this is what America needs. To think well and to act accordingly, then, is a vital necessity from which you cannot subtract: it’s your intelligence to recommend this, your conscience to compels, it’s something that asks you the whole world. God bless you. With infinite love, Europe, the Motherland.

© lino lavorgna


Caro Popolo Americano,
molti di voi mi conoscono bene e vengono spesso a visitarmi; tanti altri, seppur non mi hanno mai vista da vicino, conoscono la mia storia; la stragrande maggioranza di voi, infine, porta nel sangue i miei geni, il DNA che affonda le radici nella notte dei tempi. Chi sono? Io sono “Europa”, cari Americani; la Madre Patria dove tutto ebbe inizio e da dove partirono i vostri bisnonni, i nonni e forse anche i genitori, per contribuire a creare, in un immenso territorio, un melting pot di etnie capace di farvi diventare un Grande Popolo in una Grande Nazione.
Ho deciso di scrivervi, alla vigilia di una tappa importante della vostra storia, senza alcuna volontà di “interferire negli affari interni”, politicamente parlando, ma semplicemente per parlarvi con il cuore in mano, come un nonno parlerebbe a dei nipoti, manifestando serenamente il proprio pensiero su complesse vicende della vita. Il retaggio ancestrale che ci lega me lo consente e io mi sento autorizzata ad approfittare di questo diritto, perché, dopo tutto, le vostre scelte condizionano, nel bene e nel male, le vicende del mondo intero e quindi anche le mie, che già non sono tanto buone.
Tra pochi giorni sarete chiamati a scegliere chi dovrà rappresentarvi alla Casa Bianca per i prossimi quattro anni e da mesi vi state “scannando”, con una ferocia inaudita, tra i sostenitori dell’uno e i sostenitori dell’altro, ciascuno ritenendo di essere il depositario di verità assolute e di avere ragione su tutto ciò che sostenga.
Già questo, cari pronipoti, nipoti e figli miei, depone male. Non sapersi mettere in discussione e aprirsi “agli altri” è un sicuro decadimento di quella “democrazia” che avete saputo incarnare in modo magistrale nella più bella Costituzione che sia mai stata scritta.
Sono troppo vecchia e navigata per cadere nella tentazione di indicarvi la strada e, come dice qualcuno, da vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli contraendo le peggiori infezioni, so bene quanto sia difficile orientare, con un semplice scritto, milioni di persone a ragionare in un modo anziché in un altro. Non vi dirò, pertanto, che per me, intrisa di storia millenaria, è facile capire che Obama sia il miglior presidente che possiate scegliere. Non ve lo dirò perché non voglio urtare la vostra suscettibilità e soprattutto non voglio nuocere a colui che desidero vedere ancora alla Casa Bianca nei prossimi quattro anni.
Vi parlerò, pertanto, di cose molto semplici, che costituiscono l’ossatura di quello straordinario insieme di “qualità” e “caratteristiche” umane che, qui, da me, siamo soliti definire con la parola “civiltà”, mentre da voi è più appropriato il termine “cultura”. Civiltà o cultura che dir si voglia, possiamo partire da un personaggio sicuramente a tanti di voi noto e caro: il grande poeta e saggista Ralph Waldo Emerson, il quale, nel suo prezioso saggio “Civilizzazione”, constatava l’inevitabile estinzione dei popoli che non accettino di stare al passo con i tempi, che rifiutino l’innovazione in senso lato, sia tecnologica sia spirituale.
Io penso che il suo saggio racchiuda l’essenza dello scontro tra due modi di concepire la vita e le relazioni tra gli uomini. Solo attraverso la piena accettazione di un semplice principio si potranno creare le premesse per un mondo migliore e tutelarsi dall’estinzione: l’uomo deve essere capace di “guardare” avanti e di “andare” avanti.
La partita, come vedete, non è di quelle facili e voi avete la responsabilità di scelte molto difficili. Difficili perché, questa volta, l’errore può costare caro. Siamo in tempi di svolte epocali, che richiedono “scelte epocali”. Queste scelte possono essere effettuate solo da Grandi Uomini, che abbiano la capacità di “leggere gli scricchiolii della Storia” e agire con coraggio. Solo i Grandi Uomini, infatti, sanno rinunciare ai condizionamenti sociali (da voi dovrei dire: dai condizionamenti lobbistici) per guardare all’interesse generale e non a quello di pochi.
Quindi, cari pronipoti, nipoti e figli miei, questa volta non si tratta di scegliere tra “un Repubblicano” e un “Democratico” in un contesto nel quale, chiunque vinca, le cose non è che cambino di molto, come tante volte è successo in passato. Questa volta è in gioco il destino del mondo, e ciò, scusatemi, non è cosa da poco.
Io ho grande rispetto per la vostra intelligenza e so bene che, al di là dei forti pregiudizi che impediscono una serena analisi dei fatti, (pregiudizi non scevri, a volte, di bieco razzismo), siete perfettamente in grado di capire chi, tra i due contendenti, abbia quelle “qualità e capacità” che lo possano caratterizzare come un leader mondiale in un momento difficile e chi, invece, sia solo un modesto “ragioniere della politica”, figlio di malsane lobby affaristiche, intriso di una sottocultura retrograda, deplorevole, qualunquista, maschilista e assolutamente incapace di capire il mondo in cui vive, con le sue delicate e complesse sfumature.
Cari pronipoti, nipoti e figli miei, vi invito caldamente, pertanto, in questi giorni che vi separano da una scelta importante, a produrre un serio e sereno esame di coscienza per capire bene quello che volete, ricordandovi che il bene comune è il bene supremo. E’ ora di anteporre la cultura dell’altruismo alla cultura dell’egoismo. E’ di questo che ha bisogno il mondo e, consentitemi, è di questo che ha bisogno l’America. Pensare bene e agire di conseguenza, quindi, è una necessità vitale dalla quale non vi potete sottrarre: la vostra intelligenza ve lo consiglia; la vostra coscienza ve lo impone; ve lo chiede il mondo intero. Dio vi benedica. Con infinito amore, Europa, la Madre Patria.

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