Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

SUNNIGDALE AGREEMENT: L’OCCASIONE PERDUTA

Foto fonte web. doctstop.com

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Alcuni non avevano pensieri di vittoria,
Ma erano andati a morire
Perché lo spirito dell’Irlanda fosse più grande
E il suo cuore si elevasse in alto.
Eppure, chissà cosa deve ancora accadere.

(W.B. Yeats)


Nella piccola cittadina di Sunnigdale, 38 km a Ovest di Londra, il 9 dicembre 1973, si riunirono i rappresentanti del Governo Inglese e dell’Irlanda del Nord per sottoscrivere un accordo, passato alla storia come “Sunnigdale Agreement”, che avrebbe gettato le basi per un futuro di pace e, soprattutto, di possibile riunificazione dell’Irlanda, come chiaramente espresso dall’articolo 5 del Trattato:


Il Governo Irlandese ha pienamente accettato e solennemente dichiarato che non vi sarebbe stato alcun cambiamento nello status dell’Irlanda del Nord fino a quando la maggioranza del popolo dell’Irlanda del Nord non avesse desiderato un cambiamento di tale status. Il Governo Britannico ha dichiarato solennemente che la loro politica era quella di sostenere la volontà della maggioranza del popolo dell’Irlanda del Nord e tale sarebbe rimasta. Lo stato attuale dell’Irlanda del Nord è che è parte del Regno Unito. Se in futuro la maggioranza del popolo dell’Irlanda del Nord avesse espresso il desiderio di diventare parte di una Irlanda unita, il Governo Britannico avrebbe sostenuto che il desiderio”.


Il trattato fu subito osteggiato dagli Unionisti dell’Irlanda del Nord, senza, per altro, che l’Inghilterra s’impegnasse più di tanto per impedire la loro azione disfattista, che andò avanti per un anno,
Nel maggio del 74 i protestanti unionisti, che detenevano il controllo dei principali servizi pubblici,a cominciare dalla fornitura dell’Energia Elettrica, iniziarono uno sciopero che mise in ginocchio l’Irlanda del Nord, generando anche molti scontri.
Il 28 maggio del 1974, Brian Faulkner, Primo Ministro Nord Irlandese, dovette arrendersi ai tumulti della piazza e rassegnò le dimissioni. Il trattato decadde e riprese la battaglia tra Indipendentisti e Unionisti. Una terra martoriata perse l’unica occasione seria, per riconciliarsi con se stessa, dopo gli accordi del 1921. Oggi le due Irlande sono ancora divise e, tristemente, si registra un affievolimento del processo di unificazione, che sancisce, di fatto, la lenta e ineluttabile vittoria degli Unionisti. Le nuove generazioni avvertono sempre meno il fervore ideale dei combattenti dell’IRA e sempre meno incisiva appare l’azione del Sinn Féin, il cui Leader, Gerry Adams, sessantottenne, non ha certo lo smalto e la forza reattiva dimostrati negli anni giovanili. Con tristezza ricevo, periodicamente, i messaggi di amici italiani residenti a Belfast e Derry, dai quali si evince che la loro percezione della reale volontà di un processo di unificazione è molto labile, rispetto a quello che leggono, ad esempio, nelle pagine degli Irlandesi emigrati, in particolare negli USA, e in quelle degli studiosi stranieri di Storia Irlandese. L’omologazione è un processo ineluttabile e lo spirito rivoluzionario va alimentato con forte spinte ideali, che oggi mancano. Non per questo, però, bisogna evitare di mantenere accesa la fiammella della speranza e gli amici del Sinn Féin hanno il dovere di propugnare, con forza, il diritto a un’Irlanda Unita, per la quale tanti eroi hanno immolato la vita. “A Nation Once Again” resta sempre il grido di battaglia. Certo, tutto sarebbe stato diverso se il Trattato di Sunnigdale non fosse miseramente e tragicamente naufragato, ma la Storia, ovviamente, non si scrive con i “se”.
(lino lavorgna)

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