Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

L’ho uccisa perchè l’amavo: falso. (Femminicidio e donne poco accorte).

Femminicido


La lettura di questo libro è preziosa e l’apprezzamento ottenuto dal Centro Studi di Psicologia e Letteratura fondato da Aldo Carotenuto, il più autorevole in Italia (mi perdonino gli esponenti degli altri Istituti: esprimo solo una mia opinione, opinabile come tutte le opinioni) è la prova più evidente circa la qualità del lavoro svolto. Stop? No. Non mi stancherò ma di aggiungere che la cosa più importante, in questo triste fenomeno, non è tanto inquadrarlo in una corretta ottica interpretativa e repressiva, educando tutti a recepirne la gravità in modo compiuto, quanto “educare” le donne a “meglio capire”, loro, il tempo nel quale vivono, per essere le prime a “tutelarsi” con “comportamenti di prevenzione”.
Non so quante volte l’abbia raccontata, la storia della ragazzina diciassettenne, di buona famiglia e buoni principi, che abita in un parco di una zona di Napoli dove anche il più scaltro dei ladri di appartamenti avrebbe difficoltà a entrare. Invitata da un’amica a raggiungerla presso la sua abitazione, alle 17 del pomeriggio, correttamente avvisa telefonicamente il papà che si appresta ad uscire e sarebbe rientrata per cena. Il papà, a sua volta, replica che sarebbe giunto a casa nel giro di un’ora. Avrebbe potuto tranquillamente chiudere la porta senza particolari accorgimenti, considerati luogo, ora e imminente arrivo del papà; l’educazione ricevuta “alla protezione delle proprie cose”, tuttavia, la induce “istintivamente” ad attivare l’antifurto elettronico e ben due serrature con molti giri di chiave.
Con l’amica, poi, si concede una passeggiata per raggiungere un negozio di abbigliamento. Entrambe belle e sexy, attirano l’attenzione di due bulli in moto, che pappagalleggiano con formula standard. Loro abboccano e salgono in moto. Non serve continuare. Ecco il vero punto. Molte donne non hanno ancora recepito il gap culturale ed “evolutivo” che le separa dai maschi e sono portate a ritenere che non vi sia nulla di male nell’accettare l’invito a salire in modo ricevuto da un giovane appena conosciuto, pensando davvero di recarsi in un bar per un gelato; che un giovane in discoteca voglia davvero appartarsi per parlare della poetica di Rimbaud e Verlaine; che sia davvero possibile incontrare senza pericolo un uomo lasciato con la tipica frase: “Non ti amo più. Non ho un altro, ma non ti amo più”. Mi fermo qui e spero che il concetto sia chiaro.
Certo, tutte quelle belle cose legittimamente desiderate da ogni giovane donna, ma oserei dire, “da ogni donna”, possono “anche” accadere e talvolta (per fortuna) accadono. Ma, ahinoi, oggi sono una eccezione e non la regola. E questa volta occorre davvero scrivere: “STOP”.
Fin quando le donne non avranno imparato a comportarsi “istintivamente” come ci si comporta quando si esce da casa, ossia a “tutelare la propria vita come si tutelano le proprie cose”, anche i testi preziosi come quello suggerito, serviranno a poco.
(lino lavorgna)

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