Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Le conclusioni affrettate: che guaio!

IL VASO


“Una ragazza stava aspettando il suo volo nella sala d’attesa di un grande aeroporto, dopo aver comprato un libro, dei giornali e un pacco di biscotti, che poggiò sulla sedia di fianco, insieme con la borsa. Dall’altro lato vi era un signore che stava leggendo il giornale.
Quando cominciò a prendere il primo biscotto, anche l’uomo ne prese uno.
Lei si sentì indignata, ma non disse nulla e continuò a leggere.
Ogni volta che prendeva un biscotto, l’uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno, ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non ne rimase uno solo e la donna pensò: “Ora voglio proprio vedere cosa mi dice!”
L’uomo prese l’ultimo biscotto e lo divise a metà, offrendoglielo con un sorriso.
“Ah!, questo è troppo!” pensò, scattando in piedi. Prese velocemente le sue cose e s’incamminò verso l’uscita, con il passo nervoso di chi sente la pressione salire alle stelle.
Dopo aver sbollito la rabbia, si sedette al tavolo di un bar, ordinò un caffè e si accinse a deporre il libro e i giornali. Quando aprì la borsa, restò a bocca aperta: il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero all’interno. Provò tanta vergogna e capì solo allora che quelli sulla sedia, identici, erano dell’uomo seduto accanto a lei, che però li aveva divisi serenamente, senza indignarsi”.


Il cervello umano tende naturalmente a trovare delle scorciatoie. E’ un processo dell’evoluzione che aiuta molto quando occorre decidere in fretta, senza avere troppo tempo a disposizione per analizzare tutti i dati. Ciò, tuttavia, dovrebbe costituire una eccezione alla regola. Accade, invece, che la convulsa società contemporanea abbia trasformato l’eccezione in regola. Paradossalmente, quanto più una persona è intelligente, più è “esposta” all’errore, perché si fida ciecamente del suo intuito, della sua capacità di “capire senza approfondire”. La frenesia di una vita che si vuole correre a trecento all’ora crea molti problemi (anche dimenticarsi un figlio in auto) e, di fatto, rallenta di molto i ritmi autoimposti: la corsa si trasforma quasi sempre in affanno.
La crisi del mondo contemporaneo, in massima parte, è generata proprio dalle conclusioni affrettate, dal mancato “approfondimento”, dalla “superficialità” con cui si tratta qualsiasi cosa. Anche quelle particolarmente importanti: la propria vita, i propri affetti, le relazioni sociali, la scelta di una persona cui delegare una responsabilità politica o comunque rilevante, in qualsiasi contesto.
Quante volte avremo mangiato i biscotti di un altro senza saperlo? Prima di giungere ad una conclusione affrettata analizza bene tutto ciò che può consentirti di capire. Le cose, molto spesso, non sono come sembrano.
(Lino Lavorgna)


Dedico questo articolo a tanti miei amici e conoscenti che, quotidianamente, mi danno testimonianza della loro propensione alle “conclusioni affrettate”, sia quando mi fanno domande sciocche perché non leggono la posta loro diretta (che “già” contiene tutte le risposte) sia quando traggono conclusioni in virtù di loro convincimenti, retaggio di pregressi errori o semplicemente superati dagli eventi.

SIPARIETTO CONCLUSIVO TANTO PER RIDERE UN PO’.

Pubblico due foto su Facebook, una dietro l’altra, divertendomi a comparare le prime dodici donne più belle del mondo, in una classifica che ne contiene cento, stilata da un noto magazine internazionale, con alcune classificatesi agli ultimi posti, decisamente più belle. Gioco anche un po’ e in quest’ultima foto inserisco tre mie amiche modelle.

Una ragazza guarda le foto, legge frettolosamente le didascalie, conclude che stessi parlando di “qualcosa organizzato da me” e spara:

“Oh mio Dio! Allora xxxxxxxx è fuori!!!”

“No – replico io – sei “fuori” tu”. Dovrebbe capire a questo punto, no? Manco per idea.
“Ah, ma perché, anche per me c’era la speranza di partecipare?”
“No, per te non vi è mai stata speranza. Tu sei un caso disperato”.
“??? Non ci sto capendo niente”.
“ Lo so”. 🙂

Cliccare sulla foto del vaso per vederlo ingrandito. (Del vaso?)

Annunci

Nessuna Risposta to “Le conclusioni affrettate: che guaio!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...