Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

AVANTI, A DESTRA.

RINASCE ALLENAZA NAZIONALE


L’Italia ha bisogno di una “Destra”. Di una vera “Destra”, moderna, sociale, europea. Una Destra che sappia coniugare il meglio della sua complessa e variegata Tradizione con le esigenze del presente, avendo ben chiaro che gli immani guasti provocati dalla classe politica al potere sin dagli albori della Repubblica, esasperati oltre ogni limite nell’ultimo ventennio, non possono essere risolti in breve tempo. Vi è bisogno di una Destra, quindi, capace di arare bene il terreno, guardando soprattutto al futuro. Gli errori si pagano e quelli che dobbiamo scontare, anche per colpa di una società civile che ha tollerato troppo e troppo si è resa complice del malcostume, hanno un altissimo prezzo. Vi è un intero popolo da rieducare alla “civiltà” e un gap pazzesco da recuperare, in tutti i settori, rispetto a molti altri paesi del Pianeta.
Il 9 novembre 2013 proveremo a gettare le basi per costruire una Nuova Italia, ben consci che prima occorre rimuovere montagne di macerie.
Saremo all’altezza dell’arduo compito che ci attende? Non lo so. Lo diranno i fatti.
Non nascondo le difficoltà insite nell’impresa. Sono tante, ovviamente, ma si possono ben racchiudere in una sola massima: “Dietro ogni azione si cela la qualità di coloro che la pongono in essere. Quanto più alta sarà la qualità dei soggetti agenti, tanto più alta sarà la qualità delle loro azioni”.
La partita, pertanto, si gioca tutta su questo terreno. Vi è bisogno, per costruire un movimento in grado di “cambiare” il Paese, di una classe dirigente di “altissimo profilo”, che sappia davvero “agire” guardando lontano, senza lasciarsi incaprettare dalle contingenze “del momento”.
Vi è bisogno di parlare con estrema chiarezza ai tanti che, con fiducia ed entusiasmo, plaudono all’iniziativa, affinché il loro agire, sempre e in ogni contesto, si caratterizzi come “esempio” e non si trasformi in un “boomerang”.
Vi è bisogno di “chiarezza espositiva”, affinché le istanze siano ben recepite da milioni di persone avvilite e sfiduciate, che vanno “recuperate” all’impegno politico. I propositi, poi, vanno onorati con i fatti.
Vi è bisogno, “soprattutto”, di saper dialogare con i giovani, che vanno coinvolti ed entusiasmati, affinché si rendano conto che “anche” in questo Paese esiste qualcosa di buono e la speranza non è morta.
Non sarà facile e anche questo occorre dirlo subito. La qualità non s’improvvisa e pertanto va “perseguita”, ovunque sia disponibile, come se fosse una pozza di acqua nel deserto, dalla quale dipende la vita dei viandanti. Non si può ripetere quella famosa frase che chiude molti discorsi critici: “La guerra si fa con i soldati che si hanno a disposizione, non con quelli che si vorrebbero avere”. Se non siamo in grado di mettere a disposizione del Paese “un esercito” di alto profilo qualitativo, tanto vale non imbarcarsi proprio in questa avventura.
Lo tengano bene a mente, questo dato, coloro che stanno inondando il web di riflessioni quanto meno “inopportune”, di deleteri anacronismi, di analisi pacchiane e grossolane, che costituiscono un facile “assist” per chi ha interesse a dileggiarci.
Ciascuno si approcci a questo nuovo corso con estrema serietà e, soprattutto, con grande umiltà. La “Destra” che deve nascere non può essere la fotocopia sbiadita di “nulla” che si sia già visto, nella storia recente e meno recente, ma qualcosa di veramente “innovativo”. La “Destra” che nasce deve servire a risollevare l’Italia e a proiettarla in un contesto continentale, perché la meta è rappresentata dagli “Stati Uniti d’Europa”, che forse noi non vedremo, ma per i quali dobbiamo batterci.
Se ne facciano una ragione gli ipernazionalisti vecchio stampo, che oggi appaiono soprattutto ridicoli, anche alla luce di una realtà che “è sotto gli occhi di tutti”.
Gonfiarsi il petto con roboanti declamazioni di “superiorità”, con l’ultimo rapporto “OCSE” che ci sbatte in faccia l’infimo livello culturale nel quale versiamo, serve solo ad alimentare ulteriori barzellette sulla pochezza degli italiani. Onestamente bastano e avanzano quelle che già esistono e ora occorre “iniziare” a convincere il mondo che qualcosa è davvero cambiato.
Una pacata riflessione è doverosa anche da parte dei cari amici che si sono resi promotori di questa iniziativa. Lo sforzo maggiore deve venire proprio da loro. I giovani, soprattutto, non ci perdoneranno nulla e, sia detto senza tanti giri di parole, senza di loro non si va da nessuna parte.
(Lino Lavorgna)

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Una Risposta to “AVANTI, A DESTRA.”

  1. Mi giungono richieste di chiarimenti in merito a questo articolo, pubblicato nel novembre 2013! Basta leggere: “Un po’ di chiarezza sulle vicende di AN”, pubblicato il 15 dicembre 2013.

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