Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Non sparate sui Poliziotti.

Poliziotti


I poliziotti che si sono tolti il casco, durante la manifestazione di protesta del 9 dicembre, hanno lanciato un chiaro segnale che va recepito e non strumentalizzato: la misura è colma.
Ho avuto l’onore di dirigere un ufficio economato di una Questura per tre anni e il mio vincolo di appartenenza a una primaria Amministrazione dello Stato è ancora forte, nonostante il tanto tempo trascorso. La solidarietà nei loro confronti, pertanto, è totale e senza riserve.
Conosco bene lo spirito di sacrificio e l’abnegazione della stragrande maggioranza dei tutori dell’ordine, per i quali “l’orologio” è uno strumento da consultare solo per coordinarsi durante il servizio, come ben sanno i familiari, rassegnati ai quasi perenni ritardi nel rientro domiciliare.
Le persone che hanno protestato ieri, come si è ben visto in tutti i servizi televisivi, sono ben oltre il limite dell’esasperazione e sopravvivono a condizioni vessatorie pazzesche, che hanno spinto in tanti al suicidio.
La crisi che ha paralizzato il Paese ha radici lontane e complesse. Senz’altro sono responsabili “anche” i cittadini che hanno eletto, per decenni, pletore di farabutti. Questi farabutti, però, hanno dato prova di un cinismo e di una cattiveria che trascendono ogni possibile giustificazione. Continuare a depredare il paese, infischiandosene della sofferenza di un intero popolo, avendo il coraggio di comprare con i soldi pubblici finanche le mutande, i gratta e vinci e i profumi, non può essere riparato con le semplici dimissioni, che tra l’altro non arrivano, o con una semplice incriminazione.
Questi criminali vanno esposti al pubblico ludibrio e obbligati a restituire, con gli interessi, tutto ciò che hanno rubato.
Ho sentito, da qualche parte, commenti idioti da parte di analisti tanto sciocchi quanto superficiali, che hanno vomitato veleno addosso ai poliziotti, rampognandoli per il loro gesto.
Agli imbecilli non val la pena replicare. A chi li ascolta, tuttavia, in particolare ai radioascoltatori di un certo programma radiofonico mattutino condotto da un altezzoso “sotuttoio”, è il caso di ricordare come possa essere doloroso, per chi indossi una divisa con dignità e senso del dovere, vedersi costretto a difendere dei delinquenti matricolati, che si vedrebbero volentieri marcire in galera, e dover, invece, tirare manganellate addosso a poveri cristi vessati dalla malapolitica.
Pensate solo a questo, prima di sputare sentenze. La verità, come sempre, ha mille facce.
Stiamo imboccando una deriva pericolosa e i già fragili equilibri possono saltare da un momento all’altro.
La valvola di sfogo può essere rappresentata dallo scioglimento delle Camere e nuove elezioni.
L’augurio è che venga risparmiata, al Paese, una nuova stagione di violenza.
(Lino Lavorgna)

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