Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

SCOZIA: UN SI’ PER L’EUROPA


NON VI PUO’ ESSERE “UNIONE” SENZA “AUTONOMIA”
SCOZIA: YES


Scrivo a poche ore dal voto che potrebbe sancire, dopo trecento anni, l’Indipendenza della Scozia. L’esito è quanto mai incerto e la vittoria del SI’, ancorché auspicabile, non è affatto scontata.
I sondaggi, addirittura, non hanno mai messo in dubbio, sia pure in un altalenante balletto, la vittoria del “NO”. Sondaggi artatamente pilotati, ovviamente, perché il bombardamento a tappeto ordito dal governo di Cameron non ha lasciato nulla al caso, cercando di suscitare “la paura del distacco” in larghi strati della popolazione scozzese. Il sostegno quasi unanime delle potenze straniere, poi, rappresenta un valido aiuto per il mantenimento dello statu quo.
In Scozia il sentimento di indipendenza è forte, poggia su basi storiche antiche e coinvolge un po’ tutti. Le classi culturalmente evolute, gli studenti universitari, coloro che sono in grado di ben districarsi tra mistificazione e realtà, non hanno problemi: il loro “SI’” è scontato e convinto. In democrazia, però, il voto di un babbeo vale quanto quello di un premio Nobel e a Londra, e non solo, si spera che la maggioranza degli scozzesi si rechi alle urne con le idee abbastanza confuse per decidere di non separarsi, temendo le incognite di carattere economico (fasulle) sapientemente diffuse negli ultimi mesi.
Ora potrei continuare questo articolo sciorinando “veleno” fino al termine, confutando tesi ed argomenti, cesellandoli con le dolorose tappe della dominazione, la meschinità degli uomini, (anche scozzesi), che non manca mai nella Storia, i tradimenti, la barbarie, le guerre, i tanti morti, il martirio degli Eroi.
E’ forse questo che i miei quattro lettori si attendono, già volando con la mente a ritroso nel tempo, ma niente di tutto ciò mi accingo a scrivere. Basta con odio e rancori, con storie vecchie che tutti possono facilmente approfondire, secernendole anche dalle tante mistificazioni di cui sono intrise. Non intendo incunearmi in una dicotomia partigiana che, esaltando il desiderio di indipendenza della Scozia, mortifichi e annichilisca la Gran Bretagna, nonostante le sue terribili responsabilità. Basta con le accuse e i risentimenti. Incominciamo a predicare, con forza e in modo sempre più determinato, l’Amore.
Ho intitolato questo articolo, non a caso: “UN SI’ PER L’EUROPA”. E nell’Europa di domani vi saranno, speriamo, con i volti sorridenti e felici, tanto gli Scozzesi quanto gli Inglesi. E poi ancora i Gallesi, i Catalani, i Fiamminghi. Tutti insieme, ma ciascuno con il proprio “anelito” di Libertà. Non vi può essere “Unione” senza piena libertà.
E quando la Scozia avrà riconquistato la sua indipendenza, per entrare nell’Unione Europea avrà bisogno del voto degli Inglesi. (Si entra con il voto unanime di tutti i paesi membri). Avrà bisogno, quindi, anche del voto della Spagna, che incomincia a temere “l’effetto traino” nel voto di novembre, che potrebbe sancire il distacco della Catalogna.
Dobbiamo “superare” queste paure, parlando pacatamente proprio ai popoli che ne sono pervasi, anche quando le sparano grosse e ad alzo zero, come sta accadendo in questi giorni. Bisogna comprendere gli scricchiolii della Storia e farlo in fretta, per evitare di esserne travolti. E il “futuro” esige che l’Europa viva in armonia, perché il mondo sta naufragando in una pericolosa deriva che non può essere più gestita dalla superpotenza statunitense, in irreversibile declino. E’ l’Europa, pertanto, che deve (ri)diventare il faro del Pianeta e la genitrice di un nuovo ordine mondiale, foriero di pace.
Affinché ciò avvenga, però, è necessario che si “saldino” tutti i debiti contratti nel corso dei secoli. Gli Stati Uniti d’Europa, che costituiscono il “sogno” per cui questo umile cavaliere errante che scrive combatte da sempre, a volte in mesta solitudine, ma ben sapendo di non essere solo, non potranno mai trasformarsi in “realtà” fin quando sul continente europeo vi saranno popoli limitrofi che si guardino in cagnesco; fin quando vi saranno coloro che ancora oggi si sentano, a qualsiasi titolo, oppressi. Attenti a non fare confusione tra il nazionalismo, sempre deprecabile, e il sentimento di libertà, sempre nobile. Sono due cose ben diverse.
Dobbiamo costruire l’Europa delle Regioni per poi realizzare l’Unione dei Popoli Europei in un grande Stato Federale. Ecco perché, oggi, il trionfo del “SI’” in Scozia, sarà un altro mattone portato sulle mura di quel meraviglioso edificio che fa battere forte il cuore con il suo nome magico: “STATI UNITI D’EUROPA”. E così sia.
(Lino Lavorgna)

Free Scotland
Stars for Scotland

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