Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

BASTA CON LE TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI!


Telecamere a bordo delle autovetture per contrastare il diffuso fenomeno.

Truffe assicurative


Per ben tre volte, negli ultimi anni, sono rimasto vittima di truffe assicurative. Nel primo caso, addirittura, ebbi modo di scoprire che la truffa era stata perpetrata grazie alla complicità di un perito della mia stessa compagnia, il quale rispose seraficamente, alle mie rimostranze, in questo modo: “Ma lei dove vive? Non lo sa che a Napoli la maggioranza degli incidenti sono falsi?” Purtroppo non registrai la telefonata e potei solo riferire “informalmente” l’accaduto ai dirigenti della compagnia.
In realtà la “moda delle truffe assicurative” è diffusa e costituisce uno dei reati più comuni in Italia, anche se la Campania detiene il triste primato tra le regioni e Napoli svetta, irraggiungibile, al primo posto, per quantità e “qualità” delle truffe perpetrate.
Da dati facilmente rilevabili in rete risulta che il 40% degli utenti procede alla pratica di risarcimento essendo del tutto ignaro della truffa che ha subito. Anche io, ad esempio, scoprii che i miei truffatori erano stati risarciti con 1.500,00 euro per un incidente mai avvenuto e che, addirittura, era in corso una vertenza per il riconoscimento di una “pensione d’invalidità” a causa dei danni fisici subiti in occasione “dell’incidente”. Appena venni a conoscenza della notizia scatenai la terza guerra mondiale e la mia compagnia, già in imbarazzo per il risarcimento effettuato a mia insaputa e per l’improvvida affermazione del proprio dipendente, intervenne con forza per smontare una truffa che sfociava nel ridicolo.
Il tentativo di truffa che mi ha spinto a scrivere questo articolo, invitando molti amici giornalisti ad affrontare in modo articolato e approfondito il problema, è davvero “paradossale”. Nel maggio 2013 sono stato tamponato da un tizio che ha tentato un impossibile sorpasso su una strada ostruita da lavori in corso e che richiedeva, pertanto, una marcia alternata nel punto in cui vi erano gli operai. L’investitore non aveva sul cruscotto il tagliando dell’assicurazione, non volle declinare le proprie generalità, mi comunicò di essere residente in una città diversa da quella in cui abitava realmente e farfugliava in modo confuso, facendomi ben comprendere di essere al cospetto di un individuo poco affidabile. Effettuai delle foto all’auto, che mi consentirono di appurare la sua identità e la residenza, e denunciai il tutto ai Carabinieri (per mia fortuna!).
Pur penando non poco rispetto ai tempi auspicabili per siffatte vicende, nel mese di ottobre pervenne il bonifico per i danni subiti. Vicenda chiusa. Almeno così sembrava.
Qualche giorno fa è giunta una citazione per l’incidente: l’investitore, avendo prodotto testimoni falsi, asserisce di essere lui la vittima!
Penso che il problema richieda una pacata riflessione da parte di tutte le compagnie assicurative, per la loro tutela e per quella dei propri clienti, ma anche da parte del Ministero dei Trasporti, per l’individuazione di nuove misure atte a contrastare il fenomeno, soprattutto in chiave “preventiva”.
Organizzazioni criminali e para-criminali traggono notevoli profitti dai finti incidenti, creando una rete di complici che si cela dietro a “rispettabili professionisti”, che vede coinvolti avvocati compiacenti, medici privati e del servizio pubblico, carrozzerie, officine e altri soggetti. Una rete di persone insospettabili unite nello scopo di creare un lucroso business criminale. Del resto il degrado sociale è ben maggiore di quello che traspare in questo settore e quindi non vi è da stupirsi.
Diffondendo alle autorità competenti quanto accadutomi e investendo anche la Direzione Generale per la sicurezza stradale, ho proposto una soluzione che ritengo possa contribuire sensibilmente a un efficace contrasto del fenomeno: rendere obbligatoria su ogni autovettura l’istallazione di due telecamere (come quelle utilizzate nella videosorveglianza), una sul fronte e l’altra sul retro, in modo da riprendere l’intero campo d’azione del percorso effettuato. In caso di incidente le immagini potrebbero rappresentare la prova inconfutabile della dinamica e consentire una facile identificazione del colpevole, contrastando anche il diffuso fenomeno dei “testimoni falsi”.
Ovviamente questa è una proposta e non è detto che venga presa in considerazione. Per tutelarci, pertanto, è opportuno attuare sempre delle azioni preventive, anche in caso di piccoli incidenti, che in genere si concludono con una stretta di mano.
E’ fondamentale chiedere l’intervento della Polizia Stradale, in modo che venga redatto un verbale sottoscritto da entrambi gli autisti coinvolti nell’incidente.
Sono molto utili, inoltre, le riprese fotografiche e video, oggi rese estremamente facili grazie alla massiccia diffusione degli smartphone, per rendere evidenti i danni “effettivi” e le persone realmente presenti all’atto dell’incidente.
Rendiamoci conto che un incidente “fasullo” subito, oltre a costituire un grave atto sociale, ci penalizza economicamente in virtù degli aumenti dei costi della polizza!
Rendere impossibile all’origine, pertanto, ogni tentativo di truffa, a prescindere dai pur rilevanti risvolti etici, ci consente di non avere fastidi “e danni” in seguito.
(Lino Lavorgna)

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Una Risposta to “BASTA CON LE TRUFFE ALLE ASSICURAZIONI!”

  1. […] Cari amici, molto probabilmente a qualcuno di voi sarà capitato di imbattersi nei classici “truffatori delle assicurazioni”, che denunciano sinistri falsi con la complicità di più soggetti. A me è capitato tre volte e in due circostanze la truffa è stata particolarmente fastidiosa, come si può evincere dall’articolo di seguito lincato, che riporta sommariamente le vicende:ARTICOLO NEL MIO BLOG. […]

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