Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

IL CRATERE DI ASSTEAS: L’EUROPA DEL MITO


Importante mostra a Sant’Agata de’ Goti: “Europa torna a Sant’Agata”.

Il cratere di Assteas

IL MITO


Era bellissima, la Principessa Europa, figlia di Agenore, re dei Fenici, l’attuale Libano, nel cui territorio erano ubicate le splendide città di Tiro e Sidone. Siamo intorno al 1500 A.C., secondo la mitologia greca, dominata da quella capricciosa e imponente figura di Zeus, sovrano di tutti gli Dei. Le donne piacevano molto a Zeus, che spense presto i primi folgoranti impeti passionali nei confronti di sua moglie Era, mettendosi alla ricerca di fanciulle giovani, manco se invece di un Dio fosse stato un “banalissimo” uomo di potere nostrano, aduso ad approfittare del proprio status per sollazzarsi a letto con compiacenti cortigiane.
Non guardava in faccia a nessuno, il potente capo dell’Olimpo: sorelle, figlie, dee, mortali; per lui non faceva alcuna differenza e ben presto arrivò anche il turno di Europa. Per circuirla si trasformò in toro e approdò sulla spiaggia di Tiro, dove l’ignara principessa si rilassava in compagnia delle sue ancelle.


L’evento è noto come “ratto d’Europa”, narrato in mille racconti, anche con sfumature diverse, e iconograficamente rappresentato innumerevoli volte da grandi artisti.
Il termine “ratto”, tuttavia, lascia presagire non solo la volontà di potenza di un Dio, ma anche una “violenza fisica” perpetrata nei confronti di una fanciulla non consenziente. Questa, a mio avviso, è una forzatura interpretativa “decadente”, che snatura tanto l’essenza mitologica (e quindi leggendaria) quanto la realtà storica (più affidabile perché cesellata da riscontri concreti di stampo sociologico).
Quale donna resisterebbe alle avances di un Dio? Sappiamo tutti, senza dover perdere tempo a ribadire fatti di cronaca, quel che accade nella realtà e nessuno tra i miei quattro lettori è così sprovveduto da pensare che la compagna, per quanto innamorata, saprebbe resistere alle avances di un “semplice” Brad Pitt, sol che ciò fosse possibile. La curva della “fedeltà”, in campo sentimentale, o il semplice rifiuto di una proposta (decente o indecente che fosse), può senz’altro raggiungere livelli “altissimi”, ma, quando arriva il “Lancillotto” di turno, che sia un Dio, un cavaliere, un attore o qualsiasi altra cosa, come traspare anche nel ciclo Bretone, ad esempio, non è possibile resistere. Il termine “ratto”, pertanto, a me non piace e lo sostituisco con “invito”, supportato da ciò che traspare tanto dai testi, correttamente interpretati, quanto dalle “immagini”. Come Europeo e “innamorato” della mia Patria Europa, del resto, proprio non mi va una genesi che rimanda a una violenza carnale.
Mi è di conforto, tra l’altro, e deve esserlo per tutti, ciò che scrive Ovidio nelle sue “Metamorfosi”: “Deposto lo scettro solenne, proprio il padre e signore degli dei assume l’aspetto di toro. […] Il suo colore è quale neve non calpestata da orme di greve passo, né intrisa dall’Austro piovoso […] Nulla di minaccioso ha l’aspetto, né lo sguardo incute paura; l’espressione è foriera di pace. La figlia di Agenore si stupisce ch’esso sia così prosperoso, che non minacci nessun assalto; ma, sulle prime, essa esita nel toccarlo, nonostante la di lui mitezza. Ma poi gli si accosta e a quella testa così bianca offre fiori. Ne gioisce l’amante, e nell’attesa che giunga la sperata voluttà, alle mani di lei porge baci: a stento ormai, a stento differisce il resto. E ora si scapriccia e balza sull’erba verde, ora distende il niveo fianco sulla sabbia bionda; e a poco a poco, al cessar del ritegno, ora offre il petto da palpare alla fanciullesca mano, ora le corna da avvincere con nuove corone. (Ovidio, Metamorfosi, II).
Testo chiarissimo, che testimonia il batticuore e l’emozione della Principessa al cospetto del Dio, ma non certo il timore. Le pur tante rappresentazioni iconografiche non sono meno eloquenti.
Quella che potete vedere di seguito si trova a Kos, splendida isola del Dodecaneso, purtroppo più famosa come meta turistica balneare che come importante sito archeologico mondiale. Il mosaico si trova nella “Casa romana” (nota anche come “Casa del ratto d’Europa”) e risale al III secolo D.C. In esso compare anche un piccolo “Eros” con la fiaccola che “accende le passioni”.

La mosaïque de l'enlèvement d'Europe à Kos


Mi astengo dalla descrizione, perché non saprei scrivere nulla di più bello “e chiaro” di quanto traspaia in questo brano: “L’atteggiamento di Europa nella metopa è sereno e la donna sembra affidarsi al toro tenendosi aggrappata al corno dell’animale, senza tracce di sgomento per una violenza subita, come avviene in parte della tradizione poetica a partire dal I secolo d.C. Ugualmente nel mosaico la donna abbraccia amorosamente il toro ed entrambi sono trasportati dal vento impetuoso dell’attrazione reciproca”. (Luisa Passerini: “Il mito d’Europa. Radici antiche per nuovi simboli”. Firenze, Giunti, 2002.)
Anche nelle altre rappresentazioni, comunque, l’effetto “violenza” non è mai evincibile; nel Cratere di Assteas, Europa appare tranquilla e gaudente. Forse felice.

Il cratere di Assteas - particolare

Il cratere di Assteas – particolare


SATICULA


Saticula è un’antica città sannita, ubicata nel territorio dell’odierna Sant’Agata de’ Goti. Dal 341 A.C. fu teatro delle guerre sannitiche. Nel 321 A.C., dopo la famosa e umiliante batosta presso le “Forche Caudine”, i romani, per ritorsione, la rasero al suolo. Incominciò a “rinascere” nel 313, completamente asservita a Roma con la formula della “deduzione della colonia”, ossia l’invio di coloni romani da insediare nell’area conquistata.
A partire dal 1700 l’intera area è stata oggetto di scavi, intrapresi dalla Corte Borbonica, che hanno portato alla luce preziosi reperti, in gran parte dispersi in musei italiani e di altri paesi. Forse è ancora maggiore, purtroppo, il numero di reperti trafugati dagli scavatori clandestini, che da sempre costituiscono una “piaga” terribile per il nostro patrimonio archeologico, non energicamente combattuta, per la gioia dei collezionisti privati.

IL CRATERE DI ASSTEAS


Assteas fu un ceramografo e ceramista greco, attivo a Paestum tra il 350 e il 320 A.C. Fu lui a realizzare il cratere rinvenuto nella località “Faggiano” negli anni settanta del secolo scorso, dai classici “tombaroli”. (E non si comprende perché la zona non fosse stata adeguatamente recintata e protetta, essendo già nota la sua importanza archeologica). Fatto sta che il prezioso cratere, venduto inizialmente per un milione di lire e un maialino, dopo vari passaggi nel mercato dell’antiquariato, fu acquistato nel 1981 dal Paul Getty Museum di Malibu per 380.000 dollari.
Solo nel 2007, grazie alle complesse indagini svolte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, si è appurata la matrice “fraudolenta” ed è stato possibile farlo rientrare in Italia. Collocato presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, è stato esposto in numerose e importanti mostre temporanee, ma mai nel luogo del ritrovamento.

LA MOSTRA “L’OGGETTO DEL DESIDERIO – EUROPA TORNA A SANT’AGATA” – 18/12/2014 – 17/05 2015


La mostra è stata allestita presso la Chiesa di San Francesco, nel suggestivo centro Storico. Gli organizzatori hanno compiuto un lavoro davvero ammirevole, studiando un percorso che consente di “seguire” il cratere dal momento della creazione fino al ritorno a Sant’Agata de’ Goti.
Una mostra da non “perdere” assolutamente, per poi “perdersi”, invece, in quel meraviglioso borgo che conserva intatto il suo retaggio medievale, intriso di storia e leggenda, suggestione e magia.
(Lino Lavorgna)

Gustave Moreau - Europa e il Toro - 1869. Parigi - Museo Gustave Moreau

Gustave Moreau – Europa e il Toro – 1869.
(Parigi – Museo Gustave Moreau)

Francois Boucher - Rapimento di Europa - 1732 (Londra - Wallace Collection)

Francois Boucher – Rapimento di Europa – 1732
(Londra – Wallace Collection)


Cliccare sulle foto per vederle ingrandite

Web Site Mostra

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Una Risposta to “IL CRATERE DI ASSTEAS: L’EUROPA DEL MITO”

  1. come sempre affascinante sintesi di arte e bellezza…come a noi piace…. Date: Sat, 3 Jan 2015 13:17:58 +0000 To: magisterf33@hotmail.it

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