Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Albatros: rubrica “Visioni Europee”

Albatros


A decorrere dal mese di gennaio 2015 riprendo la collaborazione con il mensile “Albatros”, per il quale curerò la rubrica: “Visioni Europee”. Nel numero in edicola, reperibile nelle principali città italiane, il primo articolo: “L’importanza di sentirsi Europei”. Di seguito il testo integrale dell’articolo.


Se uno vive in un spazio angusto, con famiglia numerosa, è naturale che sogni una grande villa, con piscina e tanto verde. Non sempre ciò è possibile, naturalmente. Questo esempio serve a spiegare le immani sciocchezze perpetrate da chi, potendo agevolmente “effettuare il trasloco”, vi rinuncia. Lo spazio angusto, che tanti guasti ha prodotto nel corso dei secoli, si chiama “nazionalismo”. La villa meravigliosa, la meta “a portata di mano” e purtroppo vessata per ragioni che affronteremo dettagliatamente in questa rubrica, mese dopo mese, si chiama “Europeismo”, termine che caratterizza chi ama l’Europa e la sogna unita. Oggi, purtroppo, non è facile parlare di “Europa Unita”, a causa dei rigurgiti di nazionalismo presenti un po’ ovunque, conditi di quel qualunquismo che è il cibo preferito di chi resta prigioniero del proprio “orticello”.
Iniziamo questo viaggio alla scoperta del nostro continente, pertanto, citando degli aforismi di personaggi che s’innalzano sugli altri, e non di poco, per la loro statura “etico-morale”, per la loro cultura, per la storia personale, per il lascito di civiltà e di “esempio” destinato ai posteri. Uno di loro non è nato in Europa, ma il suo “universalismo” rende ancora più pregnante l’allargamento dei confini, concettuali e reali, che s’intende proporre.
Il primo personaggio è Hermann Hesse, che tra i tanti meriti vanta anche un premio Nobel per la letteratura. Un suo aforisma recita testualmente: “Nonostante il tenero amore che nutro per il mio Paese, non ho mai saputo essere un grande patriota né un nazionalista. Ben presto è nata in me una diffidenza verso i confini e un amore profondo, spesso appassionato, per quei beni umani che per loro natura stanno al di là dei confini, che creano altri rapporti oltre a quelli politici. Col passare degli anni mi sono sentito ineluttabilmente spinto ad apprezzare maggiormente ciò che unisce uomini e nazioni piuttosto che ciò che li divide”. Isabelle Allende, dal suo canto, con la sofferenza nel cuore per le sue tristi vicende, mentre pativa l’esilio, ci ammonì con questo bellissimo pensiero inserito nel romanzo “D’amore e ombra”: “L’umanità deve vivere in un mondo unito, dove si mescolino le lingue, i costumi e i sogni di tutti gli uomini. Il nazionalismo ripugna alla ragione. In nulla beneficia i popoli. Serve solo affinché in suo nome si commettano i peggiori abusi”. Luigi Einaudi, il secondo Presidente della Repubblica Italiana, come tutti gli economisti, prediligeva la sintesi anche nell’eloquio e il suo anatema contro il nazionalismo si racchiude in una semplice frase: “I nazionalisti sono il veleno delle nazioni”. Una frase che, pronunciata dopo gli anni terribili della seconda guerra mondiale, da sola vale quanto un intero libro che spieghi dettagliatamente i mali del nazionalismo.
Anche l’autore di questo articolo, senza alcuna pretesa di mischiarsi con i grandi nomi citati in precedenza, nel lontano 1977, coniò un aforisma più volte ribadito nel corso degli anni, ovunque fosse possibile pronunciare parole d’amore per contrastare quelle che incitavano all’odio, al razzismo, alle divisioni: “Nessun essere umano ha colpe o meriti per il luogo in cui nasce, ma solo colpe o meriti per come vive”.
Acquisire una coscienza “Europea” vuol dire “allargare i propri orizzonti”, uscire da quegli spazi angusti che opprimono e fanno stare male. Vuol dire scoprire un continente meraviglioso che ha dato i natali a uomini meravigliosi.
Questa rubrica si prefigge di stimolare l’interesse per la “Patria comune”, che ciascuno, poi, potrà affinare con un percorso personale che di sicuro lo farà diventare più ricco interiormente. La meta è un sogno chiamato “Stati Uniti d’Europa”. L’augurio è di riuscire a vedere il sogno trasformarsi in realtà.
(Lino Lavorgna)

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