Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

GRECIA: LE VERITA’ NASCOSTE


LA SINISTRA RADICALE VINCE IN GRECIA. UNO SCHIAFFO ALL’EUROPA DEI MERCANTI.

TSIPRAS


Leggendo i resoconti giornalistici del trionfo di Syriza si registra, prevalentemente, l’analisi dicotomica che prende in considerazione, a seconda delle testate, le ragioni dei vincitori e quelle degli sconfitti.
I primi ribadiscono il refrain contro l’Europa dei poteri forti che ha ridotto alla fame la Grecia, i secondi si difendono come possono proiettando in fieri i propri convincimenti: Tsipras non durerà a lungo perché non riuscirà a mantenere le promesse.
Alcuni articoli sono davvero pregevoli e analizzano le vicende greche con lucidità e ampiezza di vedute. Tutti, però, anche quelli più “completi” e profondi, non mettono in luce l’aspetto più importante della crisi greca, che poi, di fatto, è l’aspetto più importante della crisi europea e mondiale: la corruzione.
I governi pre-Syriza si sono letteralmente divorati la Grecia, che non a caso gravita nelle parti basse della classifica dei paesi più corrotti al mondo, battendo anche l’Italia, il che è quanto dire.
Ecco, quindi, che un popolo ridotto alla fame, disperato, senza alternative, vede nell’Europa “a due velocità” il nemico da sconfiggere e si affida a chi apertamente si schiera contro questo “nemico”.
Di sicuro hanno votato Syriza anche i tanti “privilegiati” della politica dissennata di Nuova Democrazia, convertitisi a mano a mano che “i privilegi frutto della malapolitica” si assottigliavano (dipendenti della P.A. assunti solo per fini clientelari, percettori di pensioni di congiunti deceduti da anni, per mancata denuncia del decesso, l’esercito di portaborse di parlamentari pagati con soldi pubblici, etc)
Hanno continuato a votare per Nuova Democrazia, invece, coloro che con essa hanno lucrato ingenti guadagni. Tipi alla Antonis Kantas, tanto per citarne uno tra i più famosi, ex deputato e figura nemmeno di primaria importanza del Ministero della Difesa, che in soli cinque anni, per sua stessa ammissione, ha accumulato 19 milioni di dollari di tangenti.
Punte di diamante di una piramide non certo di lieve entità e ancora ben solida. E’ stato grave, ad esempio, che Antonis Samaras vincesse le elezioni del 2012 (quelle di maggio, che non gli assicurarono una maggioranza solida e quelle di giugno). E’ molto più grave, però, che “nonostante tutto” il 28% degli elettori abbia ancora scelto lui. In ogni paese non mancano i fessacchiotti in buona fede che credono alle favole dei politici, ma siccome il leader di Nuova Democrazia non possiede nemmeno il fascino affabulatore di taluni incantatori di serpenti che ben conosciamo, è lecito desumere che il suo elettorato sia composto, nella quasi totalità, da persone colluse, refrattarie al bene comune.
Ora, però, cosa succederà? Già suonano le trombe, un po’ stonate a onor del vero, di coloro che proprio non ne vogliono sapere di emanciparsi dalle anacronistiche visioni vetero-marxiste e i vecchi testi keinesiani vengo rispolverati di gran carriera, per una veloce ripassata delle ricette sul lavoro, sui diritti e sul principio di solidarietà e supremazia della politica. Bellissimi concetti, ovviamente, che però perdono di consistenza e di capacità operativa quando interpretati da coloro che non riescono a stare al passo con la storia.
Non senza sgomento, pertanto, chi non si riconosca nelle varie bande bassotti che governano i paesi del continente all’insegna della corruzione, né si riconosca in una politica antieuropeista, ancorché praticata da simpatiche e brave persone della cui buona fede si è più che certi, ma della cui capacità a governare fortemente si dubita, anche alla luce della difficile e controversa alleanza con la destra di ANEL, vede questa bella Europa sempre più alla deriva, lontana da approdi sicuri, dai quali ripartire con fiducia.
Tutto ciò premesso, “lo schiaffo” è salutare per l’Europa, purché venga recepito nella sua “giusta luce”. Siryza “non” è la risoluzione del problema, ma il termometro che ha rilevato l’alta febbre che pervade il continente. Il popolo greco, non avendo “dottori” idonei in grado di curarlo adeguatamente, è stato costretto ad affidarsi al “termometro”.
Teniamolo bene a mente e non perdiamo di vista che per le cure serie servono “bravi dottori”. Quelli capaci di combattere il male assoluto, rappresentato dalla malapolitica e dalla corruzione. Il resto, poi, verrà da sé.

(lino lavorgna)

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2 Risposte to “GRECIA: LE VERITA’ NASCOSTE”

  1. […] le casse dello stato, trafugando miliardi all’estero (Vedi anche articolo del 26 gennaio 2015: “Le verità nascoste”). Nel sangue dei Greci il retaggio ancestrale di Agamennone, Ippia e Ipparco surclassa, e non di […]

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  2. […] precedenti miei articoli, la cui lettura potrà servire senz’altro a meglio comprendere questo. “GRECIA: LE VERITA’ NASCOSTE” (26-01-2015) “LA TRAGEDIA GRECA” (29-06-2015) Cosa aggiungere per arare ancora meglio il […]

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