Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Lettera a una Mamma, a un Papà, ad alcuni Alunni e agli Psicologi italiani.

Marta Russo


Gentile Signora Aureliana, Gentile Prof. Donato, non ci proverò nemmeno, con questa lettera, a trovare parole che possano lenire il Vostro dolore e placare la Vostra rabbia. Non ne sarei capace. Posso solo dirvi che li condivido, perché il male ferisce sempre coloro che anelano al Bene, anche quando non ne sono colpiti in prima persona.
Vi abbraccio forte, pertanto, e sono sicuro che in questo momento milioni di italiani vi stanno abbracciando con pari intensità. Al di là dello squallore che come un fiume in piena ci travolge quotidianamente, infatti, vi è ancora tanto di “Buono”, in questo Paese. E chissà che non possiate rendervene conto presto anche voi. Qui azzardo e oso sperare: il mio unico proposito, infatti, con questa lettera, è tirarlo fuori, il “Buono” che esiste, e renderlo tangibile. Ancora più tangibile di quanto non accadde nel 2011, quando le distonie di una società malata aggiunsero dolore al dolore, con un provvedimento assurdo e offensivo, più o meno analogo a quello che consentirebbe, oggi, all’assassino di Marta, di insegnare in una scuola pubblica. Addirittura “Psicologia”.
Non mi dilungherò in complesse disquisizioni filosofiche, giuridiche, sociologiche, antropologiche, pedagogiche, per spiegare quanto assurda, pazzesca e malata sia tale ipotesi. Non servono. Non in questo contesto, almeno, perché l’appello è alle coscienze dei singoli, in qualche modo coinvolti nella dolorosa vicenda. Mi riferisco, in modo particolare, agli alunni dell’Istituto Professionale “Luigi Einaudi” e agli Psicologi Italiani.
Ai primi chiedo un solo semplice gesto: rifiutatevi di ascoltare le lezioni di un assassino e cogliete questa occasione, ancorché triste e dolorosa, per un momento di crescita. Riversatevi in massa sotto l’abitazione della Signora Aureliana e del Prof. Donato e restate lì in silenzio per qualche ora. Non servono clamori, né slogan, né cori di qualsivoglia natura. Basta la vostra silenziosa presenza e magari un sorriso. Ciascuno di voi, poi, stampi su un foglio, nel modo che riterrà più opportuno, quanto dichiarato dal Prof. Donato al “Corriere della Sera”: “Ai miei tempi per diventare di ruolo bisognava presentare il certificato del casellario giudiziario e bisognava che fosse pulito. Ma oggi a quanto pare è cambiato tutto. Oggi anche un assassino può fare l’educatore”. Sotto la frase scrivete, semplicemente: “Il Papà di Marta”. E più giù, dopo aver meditato a lungo, scrivete ciò che vi detta il cuore, apponendo la vostra firma. Rilegate questi fogli e donate il volumetto che ne scaturirà al vostro Preside. Realizzate anche delle copie su CD e inviatele ai giornali, alle televisioni. Pubblicate il tutto in rete. Conoscete http://www.issuu.com? E’ una eccellente piattaforma per pubblicare qualsiasi cosa, che può essere sfogliata come un libro o un giornale. I vostri commenti diventeranno “Storia” e fungeranno da testimonianza inconfutabile di un Tempo, il nostro, putrido e malsano. Una testimonianza che costituirà un anelito di speranza e vi farà apparire come i “Rari Nantes in gurgite vasto”, grazie ai quali ancora nulla è perduto definitivamente. Se riuscirete a fare questo, non lenirete il dolore di Mamma Aureliana e di Papà Donato, ma donerete loro un pizzico di “Giustizia”. Quella Giustizia che dovrebbe rappresentare il bene supremo di una società civile e che invece è sempre più compromessa. E’ malata la nostra società. In modo grave. Voi potete iniziare a fare qualcosa. Se volete.
Cari Psicologi, a voi non dirò molto, perché so bene quanto sia arduo scalfire convincimenti ben radicati in menti evolute. Conosco una ad una tutte le possibili “obiezioni” giustificative e quindi vi prego di risparmiarmele. Non dovete convincere me. Cercate di convincere voi stessi. Mi rivolgo, ovviamente, “solo” alla nutrita schiera di voi che trova legittimo il provvedimento, tirando in ballo i concetti di “redenzione”, di “pena scontata”, di “legittimità”, di “riabilitazione” e chi più ne ha più ne metta, plaudendo a coloro che hanno manifestato il proprio sdegno, argomentando con chiarezza, rigore scientifico e alto spessore etico. Fatevi una doccia fredda e poi chiedetevi, semplicemente: “Manderei mio figlio a lezione di Psicologia da un assassino, sia pure dopo che abbia scontato la pena?” (A proposito della quale va anche detto: siamo sicuri che sia stata comminata quella giusta, per il delitto compiuto?)
Dopo che vi sarete risposti, regolatevi di conseguenza. E forse anche voi, (se non tutti, buona parte), troverete un po’ di spazio tra “I Rari Nantes in gurgite vasto”. E sappiamo tutti quanto bisogno vi sia, in questo Paese, di persone capaci di dare la scossa. Di iniziare la riscossa.

Stele Marta Russo - La Sapienza

I Genitori con Valentina Vezzali, vincitrice del Torneo "Marta Russo", abbinato al campionato italiano di Fioretto. (2012)

I Genitori con Valentina Vezzali, vincitrice del Torneo “Marta Russo”, abbinato al campionato italiano di Fioretto. (2012)

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