Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

CATALOGNA: QUELL’ANTICO SOGNO DI INDIPENDENZA


Trionfo degli indipendentisti alle elezioni amministrative in Catalogna

ELEZIONI AMMINISTRATIVE SETTEMBRE 2015


“Quando entri nella Ramblas e inizi a percorrerla con passo lento, avverti una sensazione di levitazione. Ti senti più leggero e gli occhi colgono immagini che sembrano provenire dallo schermo di un cinema, che alterna flash-back a salti nel futuro, rendendo vago e impercettibile il presente. Le più belle statue umane del mondo; un rumore assordante e continuo, che si trasforma in musica; un oceano umano che sembra un concentrato planetario; i profumi delle spezie profumate provenienti dai ristoranti che offrono il sanguigno cibo catalano, intessuto di retaggi mediorientali, greci, romani, ti avvolgono e ti travolgono, conquistandoti, passo dopo passo, facendoti sentire parte integrante di quel variegato universo che si perde in tanti, troppi, rivoli esistenziali. E’ Spagna quella? No Signori, è “anche” Spagna, ma soprattutto è Catalogna! La Terra natale di Picasso, Mirò, Gaudì, Dalì! E quando giungi sul grande mosaico circolare, e t’inginocchi per individuare la piastrella disegnata da Mirò, per poi lasciarti fotografare con il dito indice puntato su di essa, quel sorriso che ti si stampa sul volto, reso immortale da un semplice “click”, testimonia, all’intero Universo, cosa voglia dire “un vero attimo di Felicità”. (Lino Lavorgna. Pagina di diario, 1992)
«Hem guanyat, hemos ganado, we have won, nous avons gagné». Il grido di felicità del governatore Artur Mas, in catalano, spagnolo, inglese e francese, ha illuminato i volti delle migliaia di sostenitori che a loro volta gridavano: «Indipendenza! Indipendenza!». Festa grande a Barcellona, nel cuore della notte, per celebrare la vittoria alle elezioni amministrative, che, di fatto, si sono trasformate in quell’agognato referendum sull’indipendenza, negato dal potere centrale.
Non devo ribadire quanto sia a favore dell’Europa delle Regioni come fase propedeutica alla realizzazione di quel grande sogno chiamato “STATI UNITI D’EUROPA”. Non a caso ho iniziato questo articolo con una mia vecchia pagina di diario e lo corredo con foto più recenti, nelle quali si vede il sacro rito della “piastrella di Mirò”, di cui in esso faccio cenno. Certo, sconcerta vedere che il partito del premier Rajoy, che voleva mandare i carri armati in Catalogna, perda “solo” 8 consiglieri, mantenendone comunque ben undici. Che altro serve per far comprendere la sua inadeguatezza? Gli elettori, come sempre, hanno in mano il destino della loro esistenza e condizionano la vita di tutti. E sconcerta anche vedere quei 25 seggi conquistati da “Ciudadanos”, il movimento unionista nato proprio in Catalogna per contrastare le spinte secessioniste. Sconcerta perché fa male vedere quanta ignoranza alberghi nell’elettorato di centro-destra.
Plaudiamo, in ogni caso, a questo segnale positivo, che seppur non deve alimentari facili entusiasmi, (anche alla luce delle complesse dinamiche che lo caratterizzano, qui eluse per amor di sintesi e perché oggi vogliamo solo goderci la parte buona di questo evento), rappresenta un anelito di speranza per un futuro più roseo. Spes, come sempre, ultima dea.

Catalogna indipendente
Catalogna indipendente
Lino lavorgna a Barcellona
Le modelle di Miss Motors a Barcellona

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