Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Cara perfida Albione, dove vuoi andare?

REMAIN


Cari Inglesi, l’ipocrisia relazionale è qualcosa più distante da me di quanto non sia distante la Terra dal Sole e pertanto inizio a scrivere questo messaggio dicendo subito che anche noi, intendo voi e io, siamo distanti anni luce per modalità comportamentali, usi, costumi, concezioni di vita. A questo bisogna aggiungere una buona conoscenza della storia e di tutto il male che avete combinato, ovunque nel mondo, nonché il mio forte legame con gli Irlandesi, buona parte dei quali sono ancora sotto il vostro giogo. Tutte cose che non vi rendono particolarmente simpatici, nonostante le mie gesta siano ispirate simbolicamente a quelle di Re Artù e il mio nome d’arte si rifaccia a un nobile cavaliere della tavola rotonda, le cui radici leggendarie affondano in un tratto stupendo della vostra isola. Sono un convinto europeista e ritengo che i princìpi debbano avere il sopravvento sulla realtà contingente. I primi, se nobili, sono immortali; la seconda è sempre suscettibile di mutamenti, anche se può perdurare immutata, per secoli. Da europeista, pertanto, dichiaro che una Europa senza la Gran Bretagna non ha senso. Verrà il giorno (sì, verrà) che gli Stati Uniti d’Europa saranno una realtà, con un’unica bandiera, un Governo federale, un grande esercito coordinato da un solo Stato Maggiore, una moneta unica (anche da voi, che dovrete rinunciare alla Sterlina), un unico Parlamento. Verrà il giorno in cui le ancora numerose e anacronistiche monarchie si ritireranno in buon ordine a vita privata e questo fantastico continente, finalmente strutturato con un assetto politico moderno e funzionale, costituzionalmente non dissimile da quello degli USA, diventerà il “motore” del Pianeta. Occorrerà scegliere una lingua ufficiale, quando verrà quel giorno, ed essa non potrà che essere l’Inglese, perché è l’unica lingua veramente comune, già ora “quasi” da tutti parlata e ben presto destinata a eliminare definitivamente il “quasi”. Sarebbe quanto meno paradossale che quel giorno voi non partecipaste ai “festeggiamenti”. Ma senza andare così lontano, sarebbe già paradossale che da venerdì, per colpa vostra, l’Europa ricevesse uno schiaffo che non merita, anche se, lo dico senza tanti giri di parole, la vostra uscita non provocherebbe certo i disastri paventati, per esempio, da Donald Tusk, Presidente del Consiglio Europeo, che teme una sorta di Armageddon planetaria: “Da storico temo che l’uscita di Londra dall’Unione possa essere l’inizio della fine non solo dell’UE, ma della civiltà politica occidentale”. Con tutto il rispetto, dissento, anche se la frase va presa in considerazione per un presupposto importante: “il primato della politica sull’economia”. Se da un punto di vista economico, infatti, l’uscita sarebbe gradualmente assorbita dall’autoregolamentazione del mercato, che tende sempre a “tutelare se stesso”, sotto il profilo politico si potrebbe registrare un pericoloso effetto “domino”. E quello va scongiurato senz’altro. La vera partita, pertanto, si gioca “solo” sul fronte politico e quindi faccio esclusivo appello al buon senso di coloro che sono soliti ragionare con la testa, sperando che siano più numerosi di coloro che ragionano con la pancia. Ne sono certo, anzi, e pertanto attendo serenamente i risultati, sicuro che alla fine trionferà il “REMAIN”. Essendo una questione di “numeri”, quindi, vi è poco altro da aggiungere, anche se un po’ di conti andranno comunque regolati. E’ ben chiaro che l’Europa è tutta da rifare, perché così com’è strutturata non funziona. Su questo siamo d’accordo. Ma toglietevi dalla testa, come auspicato dal Times, che dopo la vittoria del REMAIN si dovrà realizzare “una nuova alleanza tra gli Stati sovrani dell’Unione, basata su libero scambio e riforme, guidata dal Regno Unito”. Passi per la nuova alleanza, non fosse altro quale prodromo per un più radicale processo d’integrazione, ma voi non guiderete proprio nulla, perché, sotto il profilo della guida, l’unica cosa che vi si possa chiedere è di smettere di effettuarla a sinistra, cosa fastidiosissima per i turisti, e uniformarvi al resto del continente, perché “integrazione” è anche questo. Buon voto allora, con l’augurio di un bel trionfo del REMAIN, da dedicare soprattutto alla memoria di Jo Cox, che ha sacrificato la propria vita sull’altare di quei nobili valori che non dovevano nemmeno essere messi in discussione.

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