Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI


Quando la Democrazia fa più paura del terrorismo.

ELEZIONI USA


Su questo Pianeta siamo poco più di sette miliardi di persone. La scorsa estate, mentre tutti i media del mondo si prodigavano in esaltanti previsioni a favore di Hillary Clinton, data vincente nei confronti di Trump con scarti addirittura imbarazzanti, superiori ai dieci punti, analizzando i dati in mio possesso, conclusi che il gap enunciato con tracotante sicumera fosse farlocco. Non solo: sia pure con una forbice molto ristretta, Trump risultava addirittura in vantaggio. Il 29 luglio, in questo blog, scrissi un articolo dal titolo eloquente, “Bye Bye american dream”, nel quale, vox clamantis in deserto, prospettai senza tanti giri di parole la vittoria di Trump, analizzando le cause che avevano assicurato al goffo e rozzo Tycoon una messe pazzesca di sostenitori.
Passano le settimane, ma la musica non cambia. Per gli abitanti del Pianeta Terra e dintorni sarà Hillary Clinton il futuro presidente degli USA. Non fanno testo gli elettori di Trump, ovviamente, in quanto la loro “fiducia” nella vittoria si colora dei tratti irrazionali che sempre caratterizzano i sogni dei “tifosi”. Gli analisti “razionali”, però, propendono tutti per Hillary. “I cittadini americani non permetteranno che la prima potenza mondiale finisca nelle mani di un bamboccio viziato, ignorante, sessista, razzista e guerrafondaio” diventa un mantra ripetuto a ogni piè sospinto che conquista sempre più numerosi adepti. Non certo chi scrive, tuttavia: effettuando autonomamente sondaggi e analisi, infatti, rilevavo che era Trump a crescere. Ai primi di ottobre, restando sempre voce isolata nello scenario planetario, ribadisco il concetto nel numero 48 di “CONFINI”.
Su Trump, intanto, si riversano secchiate di letame per le sue goliardate sessiste e si vanno a scovare anche quelle effettuate alle scuole elementari: donne grasse come balene, cameriere di alberghi, hostess in pensione E’ un fiume in piena di testimonianze pruriginose: mi ha toccato la patata; mi ha baciato la zizza; allungava le mani tra le gambe. Oddio!!! Vogliamo davvero consegnare gli USA a un maniaco sessuale? Manco a parlarne! “Hillary vola!” titolano i grandi soloni del giornalismo planetario. A me, però, i conti non tornano e vedo tutt’altro. Quel margine ancora risicato a vantaggio di Trump si arricchisce di un nuovo affluente, scaturito proprio dalla reazione alla campagna denigratoria nei suoi confronti! Davvero sono cosi scemi i guru democratici? Mah! Il 23 ottobre, che sono scemi, lo scrivo chiaramente in un post su Facebook.
Il 26 ottobre ribadisco per la terza volta, su “Il Secolo d’Italia”, la possibile vittoria di Trump, lasciando trasparire l’effetto boomerang della campagna denigratoria. Sono ancora in mesta solitudine. Il 27 ottobre, però, senza che la cosa mi stupisse più di tanto, mi vedo affiancare da Michael Moore, personaggio che anche in passato ha dimostrato di “vedere chiaro” e in più è un profondo conoscitore, dal di dentro, della società americana. Il grande regista espone chiaramente concetti molto simili a quelli da me ribaditi fin da luglio. Ora siamo in due a pensarla allo stesso modo: due su sette miliardi! (Come detto, non fanno testo gli elettori di Trump). Magari è proprio grazie a lui, sicuramente più autorevole di me, che il “mondo che conta” si sveglia dal lungo torpore e incomincia a tremare. Tra tremare e tramare la differenza è di una sola vocale e così, coloro che proprio non lo vogliono, Trump alla Casa Bianca, pensano bene di utilizzare la super arma contro la quale nessuno può vincere: “IL MERCATO”. In concitate riunioni nelle dorate stanze di Wall Street, i padroni del mondo preparano una controffensiva mediatica tutta incentrata sul crollo dell’economia, delle borse, sulla perdita dei posti di lavoro. Perché non sono certo le minacce guerrafondaie di Trump a spaventare le persone, o le sue manimorte, pensano, ma il crollo del “mercato”.
Terrorismo mediatico a tutto spiano, quindi, per cercare di recuperare consensi a favore della Clinton.
Paradossalmente, più o meno contestualmente, in Gran Bretagna si rendono conto che la Brexit è stata sancita “illegittimamente” perché priva del voto del Parlamento! Si sono distratti, poverini: avevano dimenticato le lezioni di Diritto Costituzionale. Cose che capitano, per carità! Noi italiani lo sappiamo bene perché al potere mandiamo persone che il Diritto Costituzionale non sanno neppure che esista, ivi compreso un capo di governo che ritiene plausibile farsi una riforma costituzionale a sua immagine e somiglianza, per assicurarsi il potere vita natural durante e trasformarsi, di fatto, in nuovo monarca. Se americani e inglesi si fanno beffe della democrazia cercando di truccare le carte, possiamo essere da meno? Ci mancherebbe altro! Ecco che Alfano, preoccupatissimo a giusta causa di essere seppellito da una valanga di “NO” e di terminare la sua poco esaltante carriera governativa (ma molto vantaggiosa per lui), senza alcun ritegno dichiara che forse è meglio non farlo, il referendum. In precedenza era accaduta la stessa cosa con la legge elettorale, che da dogma diventa discutibile quando appare chiaro che può favorire altri e non il PD. Sembrano barzellette, vero? Purtroppo non lo sono. E’ il delirio di un mondo alla deriva, in mano a dei parvenu. Sembra quasi che la Democrazia faccia più paura del terrorismo e forse è proprio così. Perché il sonno della ragione (il nostro sonno) non può che generare i mostri che giocano con le nostre vite. A quando il risveglio?

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Una Risposta to “IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI”

  1. […] Ovviamente parlo di campi specifici. Nell’articolo evincibile sotto il presente, intitolato “Il sonno della ragione genera mostri”, che a sua volta ne richiama altri precedenti, scrivo che, mentre tutto il mondo si sbrodolava […]

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