Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

CARI GIOVANI VI PARLO DI MUSICA

HIO HOP

(Testo della canzone “Hip Hop Hooray” – Naughty by Nature)


Hip-Hop Hurràa, hoo heyyy hoooo. Hai disegnato un’immagine della mia mattina, ma non hai potuto fare il mio giorno, hey! Io sto spaccando e tu stai sbadigliando ma non hai mai guardato verso di me, hey! Ti sto leccando tesoro, in ogni singolo modo, hey! Il tuo flow straniero è divertente e una carta verde è in arrivo (la carta verde è una carta con cui un immigrato può diventare un residente permanente legale negli Stati Uniti). Questo non ha un cazzo a che vedere con lo shampoo, ma guarda la tua testa e le tue spalle fratello maggiore: sono marcate abbastanza da piegarti. Yo, te l’ho detto un assalto pauroso di quello che ho fatto, in più ho suonato un pezzo funky. Quindi attento alle tue cadute e i trucchi per quella musica e la scimmia morde. Grilletti (la parte esterna del meccanismo di scatto di una pistola) dalla Grilltown Illtown. Alcuni chiedono come ci si sente adesso. Com’è che funziona è che noi siamo veri e quindi siamo ancora in giro. Non luccichiamo con un fantasma di freestyle. Non stiamo cercando di sembrare belli. Ritira quello che stai pensando perchè sto improvvisando. Vivo e muoio per l’Hip Hop.Questo è l’Hip Hop per oggi, Io ammiro l’Hip Hop Quindi… Ne hai sentite molte su un fratello che guadagna più terreno. Lentamente arrivo alla resa dei conti con ogni piccola zoccola in giro, no! Voglio sapere a chi stai credendo hai motivi divertenti. Anche quando dormo tu pensi che stia imbrogliando. Hai detto che so che sei mister O.P.P (Riferimento alla canzone O.P.P.). Amico il tu-O PP (gioco di parole: pee -pee è un termine per dire pene) non mi vedrà neanche amico. Dovresti sapere che ci ero dentro quando non lo colpivo. E fai un passo verso il non considerarti il rappresentante Heck! Mi sono fatto la tua partner perché è calda come una fornaia, perché io sono ribelle per natura, non perché ti odio. Hai messo il tuo cuore in una parte di una parte che si espande da un’altra parte, anche se ti ho perdonato quando hai fatto faville. Cerchi di comportarti come se qualcosa di grosso mancasse, anche se il mio nome è graffiti scritto sul tuo gattino (qui Trech fa riferimento alla sua ragazza che ha il tatuaggio del suo nome sul petto). Amo le donne nere sempre e il non rispettarle non è la via.Iniziamo una famiglia.Hip Hop Hip Hip Hop Hip Hip Hop Hurrrà. Ci sono molti Hip Hoppers (è un termine per definire i b-boy e le b-girls, ossia i ballerini di break dance). Fattene una ragione: l’Hip Hop sta toccando il top oggi (L’Hip Hop era già un fenomeno di massa negli anni ’90). Lascia perdere quello che hai sentito. Perché non mi sto tirando fuori no hey. Non sto tranciando il raccolto, ma sta crescendo ogni giorno! Ecco un suono di fulmine dalle meraviglie trovate dal paese underground lungo la collina. Capisci come la Illtown trasforma sorrisi in espressioni crucciate. Scippando corone dai clown vengono scoperti colpi. Non mi conosci non girarmi attorno. Alcune volte quando strisciano su lì mangio. Il tuo stile è più vecchio di Lou Rawls! (Un cantante di musica soul, blues e jazz). Pace a questo e quello e agli altri. In questo modo ho salutato e non ho perso un amico. Gli stupidi diventano stupidi né loro né Parker Lewis (è un personaggio di una serie televisiva statunitense chiamata “Parker Lewis Can’t Lose”). Ci conoscevano. Potresti avere crew con l’erba, ma non puoi starci dietro. Alcuni gattini fanno le fusa e li chiamo anche signori. Cercando la sua crew ogni sfigato che non rispetta si becca un coprifuoco. Metto i miei progetti come stivali, cammino tra le truppe e lascio prove. Il mio risolvi-problemi si chiama Mook!
Faccio surf con la felpa col cappuccio. Pace a Jesette, Jobete, Jo-Jo, Genae e tutti i ragazzi del quartiere. Esatto, la mia lotta è malata. Pace anche a L.O.N.S. (è un acronimo che sta per Leaders of the New School: un gruppo hip-hop in cui militava il rapper Busta Rhymes). E Quest, (abbrieviazione del gruppo A Tribe Called Quest) Nice & Smooth & Cypress Hill. Io vivo e muoio per l’Hip Hop. Questo è l’Hip Hop per oggi; io ammiro l’Hip Hop quindi… calmati adesso!

*****

Cari giovani,
era da tempo che volevo scrivervi una lettera aperta per parlarvi di musica. Lo stimolo sopraggiunge ogni volta che, alla radio, mi capita di ascoltare del rumore spacciato per musica e dei grugniti elevati al rango di canto. Ho sempre derogato, però, per due semplici ragioni: mi sembrava inopportuno per i tanti problemi seri che vi angustiano, non ultimo il dover subire le vessazioni di una classe politica che vi fa ribrezzo; i confronti generazionali, soprattutto in tema di gusto musicale, molto difficilmente possono essere costruttivi. Io sono vecchio, oramai, ma solo fino a poco tempo fa, per meri motivi professionali, con voi ho condiviso tanto tempo, dialogando molto e studiandovi ancor più. Più di altri vecchi, pertanto, sono in grado di penetrare nel vostro universo, cogliendone tutte le sfumature. Proprio in virtù di questo “vantaggio”, dopo aver casualmente ascoltato il brano dei Naughty by Nature, mi sono deciso a scrivervi. Sia ben chiaro: il testo è solo uno dei mille e mille esempi che potrei citare e quindi, please, al bando ogni dietrologia. Tra l’altro ho scoperto che il brano non è proprio recente.
Prima di parlarvi di musica, però, devo riportarvi molto indietro nel tempo: addirittura di ventiquattro secoli, ossia nel periodo in cui viveva Platone.
Avete mai sentito parlare del mito della caverna? Lo so: la filosofia attecchisce poco oggigiorno ed è un vero peccato: nei classici vi sono molte risposte a tanti interrogativi attualissimi! Torniamo alla caverna. In essa vivevano delle persone imprigionate sin dalla nascita, legate in modo che potessero guardare solo il muro davanti a loro. Alle spalle ardeva perennemente un fuoco e all’esterno della caverna, tra l’ingresso e la strada, leggermente rialzata, era stato eretto un muretto. Sulla strada transitavano delle persone con vari oggetti tra le mani o sulla testa. I malcapitati vedevano solo le ombre della parte superiore del corpo dei passanti, riflesse sul muro; udendo delle voci, avevano la sensazione che fossero le ombre a parlare. Supponiamo che uno di loro fosse stato liberato: al cospetto della realtà si sarebbe trovato in grave disagio. Intanto la luce gli avrebbe procurato un forte fastidio; avrebbe visto anche le gambe e i piedi delle persone e tutto ciò gli sarebbe apparso meno reale delle ombre cui era abituato. Solo lentamente avrebbe potuto prendere consapevolezza delle sostanziali differenze. A questo punto, magari, avrebbe desiderato convincere i suoi compagni a uscire dalla caverna, scoprendo la difficoltà dell’impresa. Perché? Perché quando uno si abitua a qualcosa (foss’anche a passare la vita incatenato) non è facile accettare il cambiamento. L’insistenza avrebbe potuto addirittura generare un conflitto.
Cari giovani, per certi versi voi oggi vivete in una sorta di caverna, all’interno della quale vi sono solo alcune cose ed è tra esse che dovete scegliere quelle che vi piacciono. Il riferimento riguarda ogni ambito, ma qui ci soffermiamo solo su quello musicale. E’ perfettamente normale che mille persone, ascoltando cento brani, possano considerare gradevole quello sovrascritto e tributargli un buon voto su una scala da uno a dieci. Se anche lo valutassero al di sotto del cinque, però, non cambierebbe proprio nulla: il vero problema è la quantità dell’offerta all’interno della quale viene effettuata la valutazione. Cosa accadrebbe se, invece di cento brani, ne ascoltaste diecimila? Possono accadere le stesse cose sottintese da Platone. Il rifiuto immediato di tutto ciò cui non siete abituati o la loro accettazione, dopo averne compreso la valenza.
Sfatiamo un mito: non è vero, come si suole dire, che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”. Esistono cose belle e cose brutte. Se milioni di persone trovano godimento nel vedere film insulsi, intrisi di volgarità e battute pacchiane, mentre fanno fiasco al botteghino autentici capolavori che presuppongono un livello culturale più elevato per una soddisfacente percezione, non è che il film insulso si trasforma in capolavoro e viceversa, ma si evidenzia solo il profondo gap culturale cha caratterizza un dato paese.
Sul testo della canzone non voglio nemmeno fare commenti. Con animo sereno, invece, pur nella consapevolezza di quanto sia rischioso proporre a dei giovani che sono naturalmente orientati a guardare avanti, di fermarsi un po’ e guardare anche quello che vi è stato ieri, vi invito ad allargare i vostri orizzonti. E non solo in campo musicale. Oggi si ha la tendenza a considerare vetusto tutto troppo in fretta e si perde di vista che il meglio di se stesso, l’uomo, già l’ha dato. Forse un giorno farà ancora di meglio ma, che vi piaccia o no, non è questo il tempo. Diffidate di chi vi dice di rinunciare ai classici della letteratura e della filosofia: vuole solo manipolare le vostre coscienze. E sappiate che dietro la musica insulsa che ascoltate si muovono interessi colossali, che consentono a pochi di guadagnare miliardi, confezionando prodotti che diventano validi per ogni latitudine, sfruttando la vostra rabbia e le vostre frustrazioni. Non mancano le cose belle, in ogni campo, anche oggi. Esse, però, non trovano facile diffusione e tocca a voi scoprirle, sforzandovi di trasformarvi da pecore guidate da pastori cattivi in “bravi cacciatori di cose buone”. Mi fermo qui e mi concedo un caffè, predisponendomi all’ascolto di due brani e di un LP (preferisco ancora il vinile): “Eloise”, “Ne me quitte pas”, “The Wall”. Sono stati la colonna sonora della mia gioventù. A voi tanti auguri.

Naughty By Nature Hip Hop Hooray

ELOISE – BARRY RAYAN

NE ME QUITTE PAS – JAQUES BREL

THE WALL – PINK FLOYD (Versione filmica)

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