Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Studenti somari? Sono in buona compagnia!

Lettera aziendale


Seicento docenti universitari, accademici della Crusca, storici, filosofi, sociologi ed economisti hanno inviato una lettera aperta al Governo e al Parlamento chiedendo “interventi urgenti” per rimediare alle carenze in italiano dei loro studenti.

LA LETTERA APERTA DEGLI ACCADEMICI


Encomiabile iniziativa! Meglio tardi che mai, nonostante sia lecito non farsi illusioni: gli attuali governanti hanno ben altri pensieri per la testa, non certo grammatica, sintassi e ortografia. La lattera aperta, tuttavia, può contribuire senz’altro a smuovere le acque. Il problema, però, non riguarda solo gli studenti! La lingua italiana è massacarata quotidianamente anche da coloro che, per ruolo professionale, dovrebbero utilizzarla in modo impeccabile. Giornalisti in primis, ma anche molti docenti, purtroppo, al cospetto di congiuntivi, verbi servili, costrutti sintattici leggermente più complessi di una semplice frase composta da soggetto, verbo e complemento, assomigliano ai naviganti della domenica che si trovino improvvisamente a fronteggiare il mare grosso. Stendiamo un velo pietoso, poi, proprio sui politici, i cui incidenti grammaticali, sommati alla crassa ignoranza, costituiscono il piatto forte di tanti servizi giornalistici simpaticamente confezionati da una brava inviata de “Le Iene”, di cui non ricordo il nome. Le distonie presenti nelle lettere aziendali sono più tollerabili: da una rivenditore di prodotti gastronomici vogliamo soprattutto “buoni prodotti” e senz’altro gli perdoniamo le sfasature grammaticali, sia scritte sia orali; le grandi aziende, però, dovrebbero preoccuparsi di salvaguardare anche la comunicazione, affidandola a persone “capaci” e purtroppo questo non sempre accade. Quel “Gentile Signore (o Gentile Cliente) con la presente siamo a dirivi…”, diffusissimo, se fosse contemplato come reato penale potrebbe essere punito con non meno di trenta anni di lavori forzati. Molto grave, invece, il riscontro di errori nei comparti comunicativi della Pubblica Amministrazione, specialmente se aggravato dal ridicolo “burocratese”, che a parole tutti vogliono sconfiggere e nei fatti è più resistente delle zanzare nelle zone lacustri.
E’ inutile farla lunga. Per scrivere e parlare bene non basta solo studiare la grammatica: occorre leggere molto, iniziando in tenera età. Oggi, poi, occorre prestare anche molta attenzione a cosa proporre ai bambini e agli adoloscenti per la loro formazione in quanto l’offerta di schifezze scritte con i piedi, nocive e diseducative, sovrasta la qualità. Per non parlare delle tendenze modaiole in campo (pseudo)letterario, che hanno consentito a insulsi scribacchini di caratterizzarsi come scrittori.
L’abbandono sistematico dei classici è nociva per la formazione di un individuo almeno quanto lo sia, per la sua salute, il continuo ricorso ai cibi spazzatura, ignominiosamente propinati da mamme indegne, che pur di restare lontane dai fornelli e di seguire i precetti di una sana alimentazione, ingozzano i loro pargoli con le schifezze prodotte dalle multinazionali senza scrupoli, trasformandoli in fagotti ambulanti che prima o poi pagheranno il fio di tanta scellerataggine.
A conclusione di questo articolo, pertanto, mi sia consentito di rendere omaggio a una Donna straordinaria, mia Madre, pubblicando la foto dei primi “quaranta” romanzi che hanno costituito la base della mia formazione adolescenziale, letti grazie ai suoi preziosi suggerimenti. (Nella foto sono raccolti nell’edizione curata dalla casa editrice SAIE e a mia volta acquistati come regalo di compleanno per mia sorella, quando ha compiuto sei anni).
Nella seconda foto, invece, vi è proprio la mia Mamma, in una stanza della casa avita, nella quale abito tuttora. Un tempo quella stanza fungeva da scuola elementare nelle ore mattutine e da “centro di lettura” nelle ore pomeridiane. Mamma vi venne prima come allieva e poi come maestra. Quando sposò mio Padre, anch’egli presente nella foto, poté recarsi al lavoro scendendo semplicemente una rampa di scale. Volle fortemente l’istituzione del centro di lettura, frequentato soprattutto dagli adulti con bassa scolarizzazione, ben consapevole di quanto fosse importante, per la formazione di una vera società civile, elevare lo spirito critico delle persone, propinando loro il meglio della letteratura universale. Oggi, invece, politici autorevoli, magari inopinatamente assurti alle più alte cariche istituzionali, suggeriscono ai giovani che vogliono impegnarsi in politica e ai parlamentari amici di non perdere tempo con la lettura dei classici e di dedicarsi esclusivamente alla visione della fiction statunitense “House of Cards”, che insegna a praticare l’attività politica nel modo migliore… per tutelare i propri interessi. O tempora, o mores.

Lino Lavorgna

Lino Lavorgna

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