Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

Ciucci e presuntuosi


Stralcio di una conversazione intercorsa su Facebook con un’amica statunitense.


E’ intelligente, la mia amica statunitense, è si è resa subito conto di aver fatto una grossa gaffe. Ha chiesto scusa elegantemente e la vicenda è chiusa. Con lei. Resta aperta, però, con un intero popolo che, a onta della propria profonda ignoranza, continua a ritenersi il più intelligente di tutti. Un vizio che va combattuto a muso duro e senza indugio, cosa che faccio con metodica frequenza e che sento come dovere “patriottico”. Passi che ogni giorno tiri buffetti o sciabolate anche all’interno dei miei confini: posso farlo grazie al retaggio ancestrale, che affonda le radici nelle fredde pianure della Scania e si è temprato, generazione dopo generazione, negli Avi che hanno disceso il cuore dell’Europa verso le non meno fredde terre della Pannonia, per poi seguire Re Alboino nel 568 D.C.; lo lascio fare a chiunque altro in questi confini alberghi, anche quando non sono d’accordo con lui, ma guai a coloro che, al di là di Capo Fligely, Isla del Hierro, Byargtangar, Capo Flissingskij (e mi sono allargato per comodità con il primo e il quarto luogo, perché, per quanto mi riguarda, i confini sono molto più stretti), si permettano di mancare di rispetto anche al peggiore dei miei nemici. Vivaddio, EUROPA FIRST!
Non me ne vogliano, pertanto, le tante persone care, tra amici e parenti, che vivono in quel variegato melting pot che si configura come la più straordinaria miscela planetaria di contraddizioni: li amo con tutto il cuore, ma, come presagivo innanzi, la mia patria si chiama Europa e guai a chi la tocca. Soprattutto se a toccarla sono persone capaci di delegare il potere ad autentici babbei (che scatenano guerre un po’ per cretineria e un po’ per assecondare le lobby amiche, in particolare quelle che producono armi), salvo poi non perdonare loro qualche misera scappatella extraconiugale, perché il marcato puritanesimo (quacchero, mormone, confusamente cristiano, calvinista, luterano, avventista, dei santi dell’ultimo giorno e compagnia bella) non le tollera; è ben tollerato, invece, il secondo emendamento della costituzione, che garantisce a tutti il diritto di comprare armi micidiali come se fossero cioccolatini e magari, di tanto in tanto, divertirsi anche con il tiro al bersaglio su inermi cittadini, che purtroppo non hanno nemmeno il tempo di pentirsi per le scelte sbagliate in politica. L’ideologia americana è tutta nelle sue paradossali contraddizioni che, come ho scritto tante volte, traggono origine dagli scarti della vecchia Europa, essendo tutta l’America il rifiuto materiale dell’Europa. Tutto ciò che l’Europa non sopportava e tutti coloro che l’Europa non sopportavano, hanno trovato terreno fertile nel “Nuovo mondo”, realizzando il “melting pot” cui facevo cenno innanzi: puritani perseguitati dagli anglicani, cattolici perseguitati dai protestanti, protestanti perseguitati dai cattolici, ebrei vittime dei progrom, insofferenti con pulsioni anarchiche, visionari di ogni ordine e grado e per ultimi coloro che il vecchio continente abbandonarono loro malgrado e con sommo rammarico, per necessità vitali legate alla mera sopravvivenza.
E’ ben evidente, però, che questa storia, così narrata, non può essere serenamente accettata se non da pochi eletti: fare i conti con la propria storia (quando non è bella come la mia… embè, quanno ce vo, ce vo ) non è mai impresa facile. Da qui quel malsano “complesso di superiorità” che li porta a reiterare grossolani e ridicoli pateracchi, che superano anche i più stupidi e stantii luoghi comuni. I film, come dicevo nel commento dedicato alla mia amica, non fanno eccezione, anche se qualche volta – va detto per onestà intellettuale – ai ridicoli pateracchi sono stati costretti a farvi ricorso, pur non volendolo. (Ricordate “2012”, di Roland Emmerich? Regista, sceneggiatori e produttori si trovarono in un grande dilemma per la scena che vide riuniti a bordo dell’Arca tutti i capi di Stato del mondo, in un momento molto toccante. In Italia, all’epoca delle riprese, “regnava” Berlusconi e tutti ritennero che la sua eventuale presenza a bordo avrebbe “minato” il pathos della scena, essendo egli noto come macchiettista planetario. Si decise, pertanto, di escluderlo e di farlo morire a Roma, in piazza San Pietro, per sua scelta). I luoghi comuni sulla patria dei nonni e bisnonni costituiscono l’efficace e “innocuo” “psicofarmaco” che consente di combattere la debolezza della propria natura. Spesso non bastano, però, e allora occorrono psicofarmaci veri, dei quali si abusa, con inevitabili e devastanti effetti “rebound”. Chiude il cerchio l’abuso di cibo e il modo smodato di mangiare (e di bere) che sta trasformando gli USA nel paese più “pesante” al mondo, grazie alle decine di milioni di obesi (e di alcolisti).
Combattere la cialtronesca propensione a darsi le arie è un imperativo categorico, pertanto, e va da sé che il problema si risolverebbe in un colpo solo se davvero i popoli d’Europa si dessero una mossa e realizzassero gli agognati STATI UNITI D’EUROPA.
Sono stato troppo duro? In effetti questa è solo una minima parte di ciò che andrebbe detto. Ne riparliamo su “CONFINI”.

(Nella foto in alto: Totò vende la Fontana di Trevi a uno scemotto statunitense)


Cliccare sulle foto per vederle ingrandite.

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