LA PRESCRIZIONE È UN ABOMINIO

Ieri sera, 28 agosto 2021, su Rai3 è stato trasmesso un toccante reportage sul tragico incidente ferroviario di Viareggio che costò la vita a 32 persone. (Cliccare qui per vederlo in streaming).
Le testimonianze dei sopravvissuti, che parlano dei congiunti periti nell’immane disastro, possono lasciare insensibili solo le persone crudeli e il senso di impotenza che traspare dalle loro parole evidenzia una sofferenza non meno atroce, che scaturisce dalla mancanza di rispetto da parte dei carnefici e dalle leggi inique a loro disposizione per sfuggire ai rigori della giustizia. Il senso di abbandono dopo una esperienza così drammatica è devastante, mortificante, insopportabile.
Posso ben comprendere il tormento di chi soffre perché la loro sofferenza è anche la mia. Dopo aver perso Mamma per malasanità, nel 2014, il processo a carico dei responsabili del decesso si è concluso lo scorso mese di luglio (dopo sette anni!) con una lieve condanna per i medici, che potranno beneficiare in appello proprio della prescrizione, nonostante i gravi reati chiaramente emersi e la condotta deontologicamente immorale, che non ha tenuto conto né delle evidenze né dei pressanti solleciti a trasferire Mamma presso una struttura in grado di assisterla come necessitava, nel decorso post operatorio. Lieve condanna e sicura prescrizione, evidentemente, sono possibili perché previste dalle vigenti norme, troppo sbilanciate a favore di chi commetta dei reati.
Non è giusto, come ben asserisce la mamma di una giovane vittima perita a Viareggio, per la quale non vi è cifra che possa ripagare la perdita della figlia.
Non è un caso, del resto, che la prescrizione riscontri il favore dei delinquenti e dei politici di più infima qualità.
Il che vuol dire che dovremo subirla, insieme con tante altre leggi aberranti e mortificanti, soprattutto nel campo della giustizia (occorre rendere esecutive le condanne dopo il secondo grado di giudizio; riformare il codice penale inasprendo le pene; disincentivare il “sistematico” ricorso in appello dopo il primo grado di giudizio, anche quando la condanna si poggi su prove inconfutabili, stabilendo penalizzazioni di carattere economico in caso di conferma; aumentare il numero dei magistrati e costruire nuove carceri, visto che i delinquenti abbondano e si avvantaggiano proprio di siffatte deficienze e, ovviamente, abolire la prescrizione) fino a quando non troveremo la forza di delegare il potere solo alle persone per bene.

(Cliccare sulle parole in grassetto per accedere a link esterni)

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