ABOLIRE LA CACCIA: TENTAR (DI NUOVO) NON NUOCE

Cliccare qui per leggere l’articolo completo sul tragico incidente di Arenzano, in provincia di Genova

Solo due giorni fa, intervistando Pio del Gaudio, candidato alla carica di sindaco in quel di Caserta con una coalizione di nove liste, (cliccare qui per ascoltare l’intervista, realizzata nell’ambito di una iniziativa protesa a scongiurare la realizzazione di un dannoso biodigestore) ho avuto modo di ricordare come, a distanza di 46 anni dalla fondazione dellAssociazione Nazionale Salvaguardia Ecologica (pag. 4) i problemi che presumevo si sarebbero risolti in poco tempo, dando seguito ai dettami sanciti dal famoso rapporto del MIT (pag. 9) , si sono addirittura decuplicati e proprio oggi, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, aprendo il dibattito della 76/a Assemblea Generale al Palazzo di Vetro, ha dichiarato testualmente: «Il mondo non è mai stato più minacciato o più diviso, siamo sull’orlo di un abisso e ci muoviamo nella direzione sbagliata. Sono qui per dare l’allarme, il mondo deve svegliarsi».
Quasi mezzo secolo trascorso invano, quando sarebbe bastato dare ascolto agli scienziati del MIT per realizzare uno sviluppo realmente sostenibile.

Poco fa ho avuto modo di leggere l’articolo lincato in alto e , a prescindere da qualsivoglia posizione si abbia sulla caccia, è doveroso porgere le più sentite condoglianze ai familiari della vittima, che ha perso la vita operando in un contesto consentito dalle attuali leggi: quanto accaduto, pertanto, non si può considerare diversamente da un tragico incidente.
L’articolo si conclude con l’appello a sottoscrivere un referendum per l’abolizione della caccia e anche in questo caso la mente è volata indietro nel tempo, lasciando riaffiorare le inutili battaglie referendarie combattute in passato. Iniziai nel 1976, con Pietro Zullino, allora direttore del quotidiano “ROMA”, con un’iniziativa naufragata sul nascere. Sostenni poco convintamente il tentativo di regolamentare la caccia nel 1987, essendo favorevole solo all’abolizione, ma ci pensò la Corte Costituzionale a toglierci da ogni imbarazzo, bocciando l’iniziativa referendaria. Nel 1990, invece, sostenni con maggiore impegno il tentativo di regolamentare la caccia con norme che, seppure non soddisfacevano in toto la mia semplice idea di abolizione totale, avrebbero comunque rappresentato un duro colpo per i cacciatori. Cercai solo di far comprendere ai promotori che un quesito più lungo e complesso di un romanzo di Tolstoj non avrebbe aiutato la causa. «Speriamo che gli italiani lo comprendano e votino massicciamente per il SÌ», mi ripetevo quotidianamente per farmi coraggio, tentando nel contempo di indurre gli amici e conoscenti a votare, dicendo loro semplicemente: « Mi volete bene? Vi fidate di me? Sì? E allora votate e non preoccupatevi. Salveremo miliardi di uccelli!» E tanti italiani capirono la pur complessa materia e conferirono al SÌ un maggioranza più bulgara di quelle che in genere si registravano in Bulgaria: 92,20%!!! Che botta! Peccato che la botta fosse per noi abolitori, perché andarono a votare poco più di venti milioni di persone e quindi non si raggiunse il quorum. I cacciatori di allora ancora ci sfottono, per quel risultato bislacco e pazzesco allo stesso tempo: sarebbero bastati 3.200 mila votanti in più e avremmo servito loro un bel piattino!
Nel 1997, scocciatissimo, mi rifiutai di fungere da parte attiva nella promozione del referendum che intendeva abolire la possibilità, per il cacciatore, di entrare liberamente nei fondi altrui. “Bisogna abolire la caccia senza eccezione alcuna “, gridavo un giorno sì e l’altro pure, al vento. In cuor mio, tuttavia, speravo comunque nella vittoria del , perché quanto meno si sarebbe ridotto di molto l’impatto negativo sulla fauna. E in effetti ancora una volta vincemmo con una maggioranza più che consistente: 71,70% contro il 28,30%. Ennesima vittoria di Pirro, però, perché anche in questa seconda occasione non fu raggiunto il quorum.
Oggi si ripropone per l’ennesima volta un referendum contro la caccia.
Che cosa si può fare se non sostenerlo? Le lobby dei cacciatori sono sempre potenti; i giovani sono sempre più distratti e confusi, però in tema ambientale stanno dimostrando una sensibilità che lascia ben sperare. E se fosse la volta buona?
Avanti tutta con le firme allora!

CLICCA QUI PER ACQUISIRE TUTTE LE INFORMAZIONI SUL REFERENDUM E ADERIRE ALL’INIZIATIVA

PAGINA FACEBOOK DEL COMITATO “SÌ ABOLIAMO LA CACCIA”



MEMORY


(Il bravo Carmine Spadafora, come spesso accadeva all’epoca, “storpiò” il mio cognome)

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