TRATTATIVA STATO MAFIA: SI GUARDA IL DITO MENTRE SI INDICA LA LUNA

È davvero molto stupido il titolo della puntata di Otto e Mezzo andata in onda ieri sera (cliccare qui per vederla in streaming). Come se la lotta alla mafia e al malcostume in Italia fosse una prerogativa del solo Travaglio e quanto accaduto si potesse configurare come una partita di calcio che lasci felici i tifosi della squadra vincitrice e tristi gli altri.
Visto che la domanda, comunque, ancorché stupida, è stata posta, tanto vale rispondere. Non ha perso Travaglio, perché un giornalista si limita a raccontare fatti: nel rispetto di una corretta deontologia professionale se è una persona per bene (più rari delle mosche bianche), travisandoli se è un pennivendolo (un esercito più numeroso di quello cinese). Caso mai ha perso il “buon senso”, alla luce di ciò che traspare dai media, e ha vinto la mistificazione. Ha perso anche la giustizia, ovviamente, ma per correttezza attendiamo di dirlo in forma più convinta dopo aver letto le motivazioni dei giudici che, sia ben chiaro, non hanno negato la trattativa tra Stato e mafia ma l’hanno solo ritenuta legittima, contraddicendo quanto sancito nel primo grado di giudizio: «non si può ritenere lecita, in via generale, una trattativa da parte di rappresentanti delle Istituzioni con soggetti che si pongano in rappresentanza dell’intera associazione mafiosa».
Questa mattina, invece, leggendo i giornali, sembra quasi che la trattativa non vi sia mai stata e proprio dai tanti articoli dedicati alla vicenda si può stilare una lista “molto eloquente” dei “presunti” vincitori e vinti.
Vi è qualcuno di buona volontà che si prenda la briga di inserire in due colonne affiancate i nomi di chi gongola per la sentenza, brindando con ottimo champagne, e quelli di chi, invece, come Travaglio e chi scrive questa nota, resta per l’ennesima volta sgomento per il livello di aberrazione che è possibile raggiungere in questo Paese?
Sarebbe un confronto davvero illuminante! Soprattutto se si confrontassero i rispettivi curricula, i certificati penali e quelli dei carichi pendenti.

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