LE BARZELLETTE CHE NON FANNO RIDERE

Patrizio Bianchi, ministro della Pubblica Istruzione

SCUOLE
Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi non vuole sentire ragioni: tutti in classe e tacciano i presidi che si affannano a riferire di essere terrorizzati dal provvedimento perché è impossibile rispettare le procedure di contenimento della pandemia. Avete visto le foto di Bianchi? Immaginiamo, per un attimo, di vivere in uno Stato dittatoriale, con governanti pazzoidi che, per la scelta dei responsabili delle più alte cariche statali, si affidassero alle teorie e ai pareri di scienziati come Cesare Lombroso. Secondo voi, un tipo come Patrizio Bianchi, sarebbe mai diventato ministro? Manco come bidello l’avrebbero fatto entrare in una scuola! Per non parlare di alcuni riti antichi, che sancivano l’uccisione alla nascita di personaggi come lui, dall’oracolo considerati “portatori di sventure”. A onor del vero, anche nel nostro tempo, in alcune zone dell’Africa subsahariana e in particolare in Tanzania, alcune categorie umane, tra i quali gli “albini”, sono massacrati perché considerati portatori di sventure e veri e propri demoni. Ora, per carità, riteniamoci fortunati perché i lombrosiani non esistono più, non viviamo nell’antichità e nemmeno nell’Africa subsahariana, ma vivaddio, anche “democraticamente”, cerchiamo di impedire che certi soggetti possano decidere delle sorti di milioni di persone (soprattutto dei bambini!) e mettiamoli a vendere caldarroste nelle piazze delle grandi città! Lì di sicuro non farebbero danni e vivrebbero dignitosamente la loro condizione lavorativa.

MULTA DI CENTO EURO PER GLI OVER CINQUANTA NON VACCINATI
Il provvedimento ha fatto venire i crampi allo stomaco a milioni di persone, dopo aver appurato che non si trattava né di uno scherzo né di una fake news. I crampi sono aumentati nell’apprendere che l’importo esiguo è stato stabilito per non penalizzare i meno abbienti che figurano nella categoria oggetto del provvedimento. Una legge che penalizza milioni di persone per le eventuali inottemperanze di chi non la rispetti, tutela gli inottemperanti con sanzioni effimere in considerazione della loro capacità economica. Un vero capolavoro! Chi svaligia le case per procurarsi mezzi di sussistenza sta già preparando petizioni affinché siano rimodulate le pene attualmente previste dal codice penale: loro possono vantare maggiore comprensione perché non commettono un reato in virtù di un capriccio ma per un reale stato di necessità.

CORSA AL QUIRINALE: BERLUSCONI IN POLE POSITION. (RIVEDIAMOCI IL FILM “2012”).
Ne parlano tutti, con toni seriosi, sostenitori e detrattori. E proprio questi ultimi  fanno ridere (ma anche piangere) di più. I primi, si sa, per lo più da Berlusconi prendono soldi perché suoi dipendenti o da lui  “graziati” per meriti particolari a tutti noti e che quindi è inutile ribadire. Il solo discutere di questa ipotesi, tuttavia, invece di schiacciarla nell’oblio, non solo ci copre di ridicolo a livello planetario ma, paradossalmente, le conferisce una ignominiosa “dignità possibilista”. A prescindere dalla lunga lista di reati e di quei comportamenti eticamente deprecabili, che da soli dovrebbero bastare a chiudere il discorso, sarebbe proprio il caso di rivedere il film “2012”, scritto e diretto da Roland Emmerich. Lo ricordate? Era il 2009 e l’idea del film scaturì dalla pubblicità mediatica tributata alla profezia dei Maya, secondo la quale il 21/12/2012 si sarebbe verificato un importante evento catastrofico a livello planetario, capace di portare alla completa distruzione dell’umanità. La trama del film è nota: furono costruite delle “arche” in grado di resistere alle forti inondazioni, sulle quali trovarono posto delle persone accuratamente selezionate, in modo da consentire la sopravvivenza della specie umana, nonché i capi di Stato e di Governo, eccezion fatta per il capo del Governo italiano “che ha deciso di restare in patria e di affidarsi alla preghiera” (citazione testuale tratta dal film). Il capo del Governo era Berlusconi ed Emmerich dichiarò, in un’intervista, che non “aveva pensato a lui” quando scrisse la sceneggiatura, aggiungendo anche che Berlusconi, in una situazione del genere, sarebbe stato il primo a scappare. Spiegazione sibillina, da colpo al cerchio e uno alla botte, che non convinse nessuno. Berlusconi era al suo quarto Governo (maggio 2008-novembre 2011); il film, concepito nel 2008, fu girato a partire dal luglio 2009  e uscì, in contemporanea mondiale, nel novembre 2009. Impossibile pensare ad altri.

Come siano andate effettivamente le cose possono dirlo solo il regista e i produttori, ma non è difficile supporlo. La scena in cui, verso la fine del film, il  consulente scientifico della Casa Bianca esorta i potenti della Terra ad aprire le porte di una delle grandi arche per consentire l’accesso anche ai tanti disperati che premevano dall’esterno, molti dei quali perirono nella calca, doveva essere pregna di pathos emotivo al fine di creare il giusto contrasto tra il cinico comportamento del capo di Gabinetto statunitense, pronto a partire lasciando perire tutti coloro che erano sulla banchina, e l’umanità di chi, invece, riteneva giusto salvare quante più vite umane possibili. Quella scena, con Berlusconi a bordo, avrebbe acquisito quel non so che di fatuo capace di annullarne la necessaria drammaticità. Da qui la decisione di “evitare” la sua presenza, preannunciata proprio dal capo di Gabinetto statunitense al presidente russo, mentre a bordo dell’Air Force One si recava verso la zona cinese in cui erano state costruite le grandi e solidissime imbarcazioni.

Questo episodio, a ben considerarlo, rende ancora più consistente di quanto non faccia la pur lunga fedina penale sporca l’assurdità del solo “parlare” di una ipotesi indefinibile con il patrimonio lessicale attualmente disponibile in qualsiasi lingua del Pianeta Terra.

Molte altre barzellette che non fanno ridere si potrebbero aggiungere, ma per oggi bastano e avanzano.

L’8 febbraio 2002 Berlusconi partecipa al vertice di Caceres. Nella foto ufficiale, fa le corna al ministro degli Esteri spagnolo Josep Piqué

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