EUROPA SOTTO ATTACCO E LA GENTE PENSA ALLE VACANZE.

«La guerra in Ucraina potrebbe durare per anni», ha avvertito il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano tedesco Bild am Sonntag”, esortando i Paesi occidentali a non smettere di assicurare il sostegno a Kiev. «Dobbiamo essere preparati al fatto che duri anni e non dobbiamo indebolire il sostegno all’Ucraina, anche se i costi sono elevati, non solo in termini di supporto militare, ma anche a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari. I costi di cibo e carburante, del resto, non sono nulla rispetto a quelli pagati quotidianamente dagli ucraini in prima linea. Inoltre, se il presidente russo Vladimir Putin dovesse raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, come quando ha annesso la Crimea nel 2014, dovremmo pagare un prezzo ancora maggiore».
«Non daremo via il sud a nessuno. Restituiremo tutto ciò che è nostro e il mare sarà ucraino e sicuro » ha dichiarato testualmente Volodymyr Zelensky, in un video messaggio su Telegram, al rientro dalla visita a sorpresa ieri nel sud del Paese, a Mykolaiv e Odessa, i due centri strategici sul mar Nero, dove ha incontrato le truppe. Il presidente ha aggiunto di aver parlato con le truppe e la polizia durante la visita, riferendo che «Il loro umore è fiducioso e non c’è dubbio nei loro occhi che l’Ucraina vincerà la guerra contro gli invasori russi». (Fonti note succitate: swissinfo.ch e ansa.it)

In Gran Bretagna, intanto, si esprime senza tentennamenti il generale Patrick Sanders, capo dell’esercito: «Siamo la generazione che deve preparare l’esercito a combattere ancora una volta in Europa poiché l’invasione russa dell’Ucraina mina la stabilità globale. Siamo entrati in una nuova era di insicurezza. Sono il primo capo di stato maggiore dal 1941 a prendere il comando dell’esercito all’ombra di una guerra di terra in Europa che coinvolge una potenza continentale. La persistente minaccia dalla Russia mostra che siamo entrati in una nuova era di insicurezza. È mio unico dovere rendere il nostro esercito il più letale ed efficace possibile. Il momento è adesso e l’opportunità è da cogliere». La dichiarazione è una esplicita risposta a quanto asserito da Putin, secondo il quale gli ex Stati Sovietici “fanno parte della Russia storica”, parole pronunciate a loro volta in replica a quanto asserito dal presidente kazaco Qasim Tokaev: «Il nostro Paese rispetta le leggi internazionali. Per questa ragione, noi non riconosciamo Taiwan, Kosovo, Ossezia del Sud e Abkhazia. E applicheremo lo stesso principio a “quasi stati” di nuova formazione come a nostro avviso vanno considerate le Repubbliche di Donetsk e Lugansk». (Fonte: vari quotidiani on line).

In Italia in tanti non hanno ancora capito che NON aiutare militarmente l’Ucraina  VUOL DIRE AIUTARE Putin a espandersi in Europa. Questi soggetti, se insigniti di poteri decisionali, sono un pericolo per la sicurezza nazionale e andrebbero messi in condizione di non nuocere. È appena il caso di ricordare, tanto per essere espliciti, che pur non contemplando l’attuale codice penale militare la pena di morte, se fossimo coinvolti direttamente nelle operazioni belliche sarebbero comunque condannati all’ergastolo in quanto sodali col nemico, la qual cosa, oltre a marchiarli a vita, non è proprio una vacanza in un hotel a cinque stelle.

Si sta scherzando col fuoco, un po’ per leggerezza, un po’ per ignoranza e soprattutto per egoismo e viltà. Sarebbe il caso, quindi, che la si smettesse con le chiacchiere a vuoto, con il conferimento di dignità interlocutoria su fatti di così pregnante gravità ad autentici signor nessuno e si incominciasse a prendere atto della drammatica realtà. Un cielo cupo si addensa sul cielo d’Europa. Prepariamoci subito perché se incomincia a piovere sarà troppo tardi.  

Intanto suggerisco la lettura di un bellissimo articolo di Bernardo Valli, pubblicato nell’edizione cartacea de “L’Espresso” (nr. 23 – 12 giugno 20229) con il titolo: “Il lupo di Mosca non perde il vizio”

Mentre mi accingo a pubblicare questo articolo sento papa Francesco che lancia un monito dalla TV: «Non dimentichiamo il martoriato popolo ucraino, in questo momento. Popolo che sta soffrendo. Io vorrei che rimanga in tutti voi una domanda: ‘Cosa faccio io, oggi, per il popolo ucraino? Prego, mi do da fare, cerco di capire?’ Ognuno si risponda nel proprio cuore».
Caro papa Francesco, so che è tuo dovere parlare esattamente come parli, ma proprio per rispondere “pienamente” su cosa faccio io oggi per il popolo ucraino, con il massimo rispetto per il tuo altissimo ufficio, ti dico pacatamente che le preghiere non fermano i carri armati, purtroppo, perché Dio non s’impiccia delle faccende di noi umani, come la storia insegna, e c’è poco da capire perché in tanti abbiamo già capito tutto ben prima del 24 febbraio scorso.
Per quanto mi riguarda, quindi, cercando di onorare al meglio il mio ruolo di giornalista e di analista delle fenomenologie sociali, mi do da fare scrivendo continuamente articoli per spiegare come stiano le cose… sapessi con quanta fatica, perché spesso ho la sensazione di parlare al vento. Ma non demordo.
Avessi vent’anni “mi darei da fare in modo diverso”, facendo ciò che dovrebbero fare i giovani di tutt’Europa, purtroppo persi nel nulla di una vana esistenza che prelude al vero tramonto dell’Occidente.
Exsurge Europa, quindi, grido ancora una volta, esortando te, come già fatto in passato, a correre in Ucraina per fermare Putin, cercando di emulare il tuo predecessore Leone I che fermò Attila. Non è detto che vi riesca, ma tentar non nuoce.
Io posso solo scrivere ogni giorno ciò che scrivo, chiedendo perdono al popolo ucraino per non essere in grado di fare di più e meglio.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.