FINANCIAL TIMES: ZELENSKY UOMO DELL’ANNO! (Ma sono arrivati secondi)

Il prestigioso quotidiano britannico ha eletto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “Uomo dell’anno”, dedicandogli un lungo articolo in data odierna, a firma di Roula KhalafChristopher Miller e Ben Hall.

Di seguito ne trascrivo i passi salienti.

«Nove mesi dopo una brutale lotta per la sopravvivenza nazionale contro gli invasori russi, Volodymyr Zelenskyy sembra stanco, con le occhiaie sotto gli occhi. Quello che vorrebbe fare, invece di affrontare uno spietato invasore, è pescare con suo figlio. “Voglio solo catturare una carpa nel fiume Dnipro”, dice. […] È l’immagine speculare dell’immaginario ragazzo ordinario, diventato presidente nella serie televisiva satirica di successo, che lo ha portato alla fama. È anche l’antitesi del presidente russo Vladimir Putin, nascosto al Cremlino, la cui ossessione per la ricostruzione di un impero è costata decine, forse centinaia, di migliaia di vite. Descritto da molti ucraini, prima dell’invasione di febbraio, come un dilettante che lotta per affrontare la sfida delle alte cariche, il quarantaquattrenne Zelensky si è guadagnato un posto nella storia per la straordinaria dimostrazione di leadership e forza d’animo.

L’Ucraina ha sorpreso il mondo respingendo l’assalto russo a Kiyv e con le controffensive nelle province di Kharkiv e Kherson. Ha riconquistato metà del territorio occupato dalle truppe di Mosca. Le forze di Zelensky stanno ora avanzando nel sud e nell’est, nonostante l’approssimarsi dell’inverno, con l’obiettivo di liberare tutto il territorio ucraino, compreso il Donbass e la Crimea. Emulando Winston Churchill, che chiamò a raccolta il Paese parlando alla radio durante il Blitz (1), Zelensky ha utilizzato i social media per una incessante campagna a favore del sostegno militare e finanziario da parte dell’Occidente, trasformando la difficile situazione del popolo in una leva morale sui leader europei e statunitensi. Ha convinto gli europei a sostenere gli enormi costi per opporsi a Putin e ad offrire a Kyiv un percorso verso l’adesione all’UE. Giorno dopo giorno è diventato un alfiere della democrazia *******(2) nella più ampia competizione globale con l’autoritarismo che potrebbe definire il corso del 21° secolo. Zelensky è arrivato anche a incarnare il coraggio e la resistenza (3) del popolo ucraino nella lotta contro l’aggressione russa.
È per questi motivi che il Financial Times ha scelto Zelensky come persona dellanno.

In un’intervista al FT, Zelensky ricorda i primi giorni dell’invasione e dice di non essere molto coraggioso: «Sono più responsabile che coraggioso; odio solo deludere le persone».
Il potente capo dello staff di Zelensky, Andriy Yermak, ricorda ciò che disse tre anni fa a un gruppo di giornalisti occidentali: «Il nostro presidente sarà il leader più famoso e più forte del suo tempo». Aggiunge: «Non voglio dire “l’avevo detto”, ma avevo ragione».

La decisione di rimanere a Kyiv all’inizio dell’invasione, piuttosto che accettare l’invito degli Stati Uniti a lasciare il Paese, è stato uno dei momenti più importanti della guerra perché la decisione ha galvanizzato l’esercito, inducendo il popolo a resistere. È stata una sorpresa per gli ucraini (4) e per gli alleati occidentali, che avevano basse aspettative nei confronti dei leader politici del Paese. […]

All’atto dell’invasione, non era chiaro se Zelensky avrebbe visto l’alba del giorno dopo. Stava dormendo accanto alla moglie, Olena Zelenska, nel palazzo presidenziale di Kyiv, quando sono caduti i primi missili e i carri armati russi si accingevano ad oltrepassare il confine. La Russia, dirà poi il presidente, aveva contrassegnato lui come “obiettivo numero uno” e la famiglia come “obiettivo numero due”.

Mentre Olena e i figli furono trasferiti in un luogo segreto, il presidente si rifugiò con il personale e le guardie del corpo in un bunker sotterraneo del palazzo. Poco dopo calarono su Kyiv i paracadutisti delle forze speciali, supportati da filorussi locali, che erano riusciti a infiltratisi nei ranghi del servizio di sicurezza ucraino, dopo aver occupato, con la massima discrezione, delle case sicure nei pressi del quartiere governativo. Il tentativo di sferrare un attacco contro il palazzo presidenziale fallì per un soffio.
I leader dell’UE rimasero inorriditi quando Zelenskyy disse loro, tramite collegamento video, che forse quella era l’ultima volta che lo vedevano vivo. Quella notte stessa, però, Zelensky, con un video messaggio trasmesso all’esterno del palazzo presidenziale, circondato dai più stretti consiglieri, pronunciò le parole che milioni di ucraini attendevano di ascoltare: «Il presidente è qui. Siamo tutti qui. I nostri soldati sono qui».

Le forze russe sono andate via da Kyiv da molto tempo, anche se continuano a bombardare la capitale con attacchi missilistici, colpendo soprattutto la rete elettrica e facendo precipitare nell’oscurità milioni di persone. [Seguono alcune note biografiche di Zelensky, l’incontro con Olena, le notizie sulla carriera da attore, gli esordi della carriera politica]

Zelensky ereditò un Paese in guerra con la Russia sin dalla prima invasione, nel 2014 (annessione della Crimea, N.d.R.), e promise di portare la pace. Gli ucraini, stanchi delle promesse non mantenute del “bellicoso” Poroshenko, ritenevano che Zelensky, madrelingua russo, sarebbe stato visto da Mosca come qualcuno realmente in grado di siglare un accordo che ponesse fine allo spargimento di sangue. Putin, però, come è chiaramente emerso, non è stato mai disponibile ad alcun compromesso. […]

I dubbi sull’idoneità di Zelensky a guidare la nazione in guerra si sono dissipati con l’attacco della Russia. […]

Ruslan Stefanchuk, presidente del parlamento ucraino e stretto alleato politico, ha notato il cambiamento alla prima riunione del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale del 24 febbraio. «Era di umore molto, molto, direi, combattivo. E ha detto: guarda, la storia ci ha scelto. Il destino ci ha scelto. E ora dobbiamo essere all’altezza di questo». Non era solo l’esercito che doveva mobilitarsi, ma l’intero Stato. Zelensky ha semplificato il processo decisionale tra il suo ufficio, il governo e il parlamento. Ha anche imparato a prendere decisioni rapidamente, identificandole come la chiave del successo, e a delegare compiti, confidando che gli altri li svolgessero. Le decisioni operative sono state lasciate ai comandanti militari, consentendo alle forze armate la flessibilità di reagire rapidamente alle situazioni createsi sul campo di battaglia.

Ma sono state le infinite comunicazioni di Zelenskyj le cose più straordinarie. I videomessaggi notturni e i post su Telegram sono stati un toccasana per una popolazione stanca. Un messaggio diretto a Mosca a settembre: «Senza luce o senza di te? Senza di te!» trasformato in un grido di battaglia sui social media per molti ucraini.

Zelenskyy ha parlato a innumerevoli parlamenti, conferenze ed eventi, dai Grammy Awards al Glastonbury Festival. Ogni volta ha adattato il messaggio al pubblico, spesso facendo appello ai cuori e alle menti delle persone al di sopra dei loro governi. Ha usato il suo pulpito per spingere – e talvolta svergognare – i governi affinché fornissero grandi quantità di armi.

In un discorso al Bundestag a marzo, ha rampognato i leader tedeschi per aver anteposto i loro interessi economici alla sicurezza, dicendo che stavano aggiungendo pietre al nuovo muro di Berlino che la Russia stava costruendo in tutta Europa. I funzionari occidentali hanno scoperto che gli accordi discussi in privato venivano immediatamente trasmessi sui social media dal presidente o dallo staff, non dando ai partner spazio per tirarsi indietro. […]

Il tormento dell’Ucraina è tutt’altro che finito. Cacciare le truppe russe dalle regioni di Kherson e Zaporizhzhia nel sud sarà abbastanza difficile, per non parlare delle posizioni ben difese di Donetsk, Luhansk e Crimea. [Seguono considerazioni sul dopo guerra, premature e prive di concreti substrati fattuali].

Zelensky ha ripetutamente tentato di chiamare Putin prima dell’invasione. Voleva dirgli che [l’invasione] sarebbe stata un “grande errore, una grande tragedia”, ma il leader russo non ha risposto alle chiamate. «Stiamo combattendo contro i pazzi», afferma Zelenskyy, riferendosi alla leadership russa. È fermamente convinto che l’Ucraina debba liberare tutti i territori occupati dai russi, altrimenti la guerra riprenderà semplicemente in un secondo momento. Ma il successo delle controffensive dell’Ucraina dipenderà dalla quantità di armi avanzate che i suoi sostenitori, soprattutto gli Stati Uniti, sono disposti a fornire.

Gli interessi di Kiev e dell’occidente potrebbero divergere. La morte, la distruzione e la rabbia per i crimini di guerra russi hanno indurito l’opinione pubblica ucraina, rendendola indisponibile ad accettare compromessi con Mosca. Alcuni alleati temono che un tentativo ucraino di riconquistare la Crimea possa portare a una pericolosa escalation da parte di Putin, anche con l’utilizzo di armi nucleari. Già ci sono deboli inviti a negoziare con la Russia, appelli che Zelensky respinge. «Il mondo non è un medico con una vasta esperienza, non è il medico di Putin e Putin non è un paziente di questo mondo».

Nonostante il “male assoluto” della guerra, l’ex attore comico trova ancora momenti di umorismo (proprio come milioni di ucraini si sostengono vicendevolmente condividendo sui social media meme e battute sui loro aggressori russi): «Se a volte non sorridi a causa di queste persone entri in depressione; e quando sei in depressione non puoi prendere decisioni», dice.

La scorsa settimana, gli attacchi missilistici russi hanno lasciato milioni di ucraini e intere aree del Paese, compresi la capitale e il palazzo presidenziale, senza acqua corrente e senza elettricità per più di 24 ore».
© https://www.ft.com/ – Traduzione: Lino Lavorgna

Articolo bellissimo, al di là di qualche sfasatura che non ne inficia l’efficacia, segnalata nelle note, che mi rende particolarmente fiero dal momento che ho battuto sul tempo, e non di poco, il più prestigioso quotidiano finanziario al mondo. Lo scorso 29 marzo, infatti, ho inviato a Sua Eccellenza l’mbasciatore Chernyavskyi un messaggio via posta elettronica, nel quale, insieme con altre notizie qui omesse, gli ho comunicato quanto di seguito trascritto:
«Illustrissimo Ambasciatore Chernyavskyi,
sono il presidente dell’associazione culturale “Europa Nazione”, fondata nel 2013 con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica verso quel processo di integrazione europea che costituisce un sogno perseguito sin dagli anni giovanili, nonché giornalista ed analista politico. In questo momento particolarmente drammatico per il suo Paese, nell’esprimere quell’umana solidarietà che non ho mancato di esternare in tanti articoli, ho ritenuto, di concerto con tutti gli amici che condividono analoghi sentimenti di vicinanza all’Ucraina, di istituire un premio denominato “Eccellenza Europea”, da assegnare annualmente a una personalità che si sia particolarmente distinta nel tutelare i sacri valori che costituiscono il patrimonio più prezioso della nostra Patria “Europa”. Per questo anno, manco a dirlo, abbiamo deciso di conferire il premio al presidente Zelensky, il cui coraggio, unitamente a quello dell’intero popolo ucraino, sta stupendo il mondo chiamando ciascuno di noi a fare i conti con la propria coscienza».

Basta scorrere le pagine di questo blog, inoltre, per vedere il post pubblicato lo scorso 10 novembre, dedicato alla seconda edizione della rassegna multimediale città di Caserta, la cui sezione “N” è interamente dedicata alla drammatica invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con esplicito riferimento alla grandezza del presidente Zelensky, nonché quelli precedenti, di analogo sentore, pubblicati sin dallo scorso mese di febbraio.

Note

  1. The Blitz è il nome di una campagna di bombardamenti avvenuta nel Regno Unito ad opera dei tedeschi e perdurata per otto mesi fra il 1940 e il 1941. Il termine Blitz venne usato per la prima volta dalla stampa britannica, mutuandolo dal termine tedesco blitzkrieg (“guerra lampo”).
  2. Nella versione originale è scritto letteralmente “Along the way, he has become a standard bearer for liberal democracy… “. Si è affiancato, pertanto, l’aggettivo “liberale” al sostantivo “democrazia”, creando quell’ossimoro che oramai è diventato un luogo comune non solo in Italia, la cui incongruenza ho trattato in decine di articoli e sulla quale non è il caso che ritorni, anche perché mi sono stancato. Ho evitato di inserire il termine nella traduzione dell’articolo per non inficiarne la bellezza.
  3. Nella versione originale è scritto “resilience” (resilienza), termine che afferisce precipuamente alla psicologia, da qualche tempo “abusato” anche in altri ambiti. Chi scrive lo aborrisce al di fuori del suo contesto ben definito e pertanto l’ho tradotto con il più appropriato sostantivo “resistenza”.
  4. Per tanti occidentali si può senz’altro parlare di sorpresa; sicuramente qualcuno si sarà stupito anche in Ucraina, ma talune qualità di Zelensky, stando a quanto mi riferiscono molti amici ucraini, erano ben emerse durante i tre anni di presidenza. La guerra, poi, le ha esaltate fino al punto di farlo diventare “l’uomo dell’anno”, con buone probabilità che lo diventi anche del “secolo”, cosa che auguriamo soprattutto all’umanità, perché proprio non vorremmo vedere un’altra guerra e di tutto cuore speriamo che quella in atto termini al più presto.
Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.