Galvanor da Camelot (Lino Lavorgna)
Ho teso corde da campanile a campanile, ghirlande da finestra a finestra, catene d'oro da stella a stella, e danzo. www.lavorgna.it

“Prigioniero del Sogno” – Convegno a Caserta

Prigioniero del Sogno - Caserta 29 maggio 2015


“Tante le presentazioni di libri, poche quelle che veramente attraggono”. La locuzione coniata dal Prof. Raffaele Raimondo, moderatore del convegno tenutosi presso la Biblioteca Diocesana di Caserta, per la presentazione del romanzo di Lino Lavorgna, è perfetta per caratterizzare l’altissimo profilo dell’evento, seguito da un folto e attento pubblico, nonostante la data infausta, che coincideva con la chiusura della campagna elettorale per le regionali.
Il colonnello Giuseppe Casapulla ha avviato i lavori, tratteggiando i dati biografici di Lino Lavorgna e gli eventi salienti della sua “movimentata e iperdinamica” vita.
L’avvocato Luigi De Rosa, Presidente del Lions Club “La Reggia”, si è soffermato sulla “volontà d’azione” del protagonista, traendo spunto dall’aforisma di Ernst Jünger scelto dall’autore come “incipit” e improntando il suo intervento sulla figura del “ribelle”, che aleggia in ogni pagina del romanzo.
Il Prof. Michele Falcone, amico d’infanzia dell’autore e suo “mentore” nei tormentati “anni di piombo” (Falcone, nel 1985, rinunciò al collegio provinciale “vincente”, per cederlo all’amico, di cui aveva intuito la statura politica, ma il gesto non fu apprezzato dai vertici del partito, che mal sopportavano una persona “ingestibile” come Lino Lavorgna) ha avuto facile gioco nell’entrare nei meandri più reconditi del romanzo, ben conoscendo l’autore. La citazione di Eutropio, tratta da “La Guerra di Pirro”, è stato il “dono” delicato, profondo e raffinato offerto all’amico di una vita: “Ille est Fabricius, qui difficilius ab honestate quam sol a cursu suo averti potest”. Un dono che, da solo, basterebbe a rendere “Giustizia” a Lino Lavorgna, per una vita vissuta all’insegna dell’ideale, pagando un prezzo altissimo, con piena consapevolezza. “Fabrizio – dice Pirro – è colui che è più difficile deviare dall’onestà di quanto non sia possibile deviare il sole dal suo corso”. La profonda cultura di Michele Falcone, tuttavia, e la volontà di donare all’amico qualcosa di ancora più consistente, lo spingono ad andare “oltre” i facili e numerosi riferimenti in grado di celebrare il concetto di “onestà”. Eutropio – politico, scrittore e maestro di retorica – nasce in quella Gallia Celtica tanto cara all’autore; è uno dei pochi storici capaci di “imparzialità”; semplice e chiara è la scrittura, nonché accuratissima la gestione delle “fonti” (oggi diciamo: “dei dati”) e, dulcis in fundo, il suo pensiero, proteso verso una visione “naturalista” di ampio respiro, proiettato nella società contemporanea, è assimilabile a quello di Alain de Benoist, il filosofo francese da cui Lino ha tratto “molta linfa” per la sua formazione.
Molto incisivo e approfondito l’intervento dell’Avv. Gaetano Iannotta, Presidente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani – Diocesi di Caserta, che ha colto la dicotomia tra le due “anime” del romanzo, a tratti simile a un film. Iannotta si è soffermato sulle figure di Wagner e Nietzsche, che ha visto coniugate nell’impossibile tentativo di “riconciliazione” postuma. Tentativo destinato inevitabilmente a fallire: la concezione “dionisiaca” cara a Nietzsche, infatti, non può coniugarsi con la volontà parsifalliana di raggiungere la “felicità”, non solo evitando di fare il male agli altri, ma addirittura prodigandosi per il bene comune e sacrificandosi, se necessario, per “salvare il mondo”. Un mondo che Nietzsche già vede al suo tramonto, senza più anelito di speranza. L’autore, tuttavia, ancorché ebbro di dottrina nicciana, “alla speranza” non rinuncia e affida al novello Parsifal il compito (utopico, ma guai a farne a meno) di “sedurre” l’umanità, orientandola esclusivamente verso il “bene”. La catartica palingenesi, incardinata nel rogo iniziale e che per certi versi rimanda al “Crepuscolo degli Dei”, è cesellata con argomentazioni e riferimenti che spaziano in tutti gli ambiti storici, filosofici e leggendari, che servono da pretesto per le azioni del novello cavaliere della Tavola Rotonda, del quale Iannotta ben coglie un universalismo che trascende ogni territorialità e si colora di un’aura mistica che, rinunciando in fieri a una specifica “religione”, si colora di pregnante “religiosità”.
Il Dottor Arturo Fiore, editore di Albatros, ha ripercorso i dodici anni di amicizia con l’autore, poi tradottisi in una collaborazione giornalistica ed editoriale (Lino Lavorgna cura la rubrica “Visioni Europee” sul mensile “Albatros”) che prosegue con rinnovata fiducia e forti “stimoli”: sono almeno tre le nuove pubblicazioni già programmate, una delle quali consentirà di apprezzare anche le doti “fotografiche” dell’autore, tra l’altro decantate in molti decenni di “passione”. (Ricordiamo che nel 1974 fu tra i fondatori del circolo fotografico “Il Borgo”, a Casertavecchia).
Il Prof. Aldo Cervo, ambitissimo critico letterario, ha messo in evidenza il “male che ferisce il bene” e la propensione del genere umano a soggiogare, con ogni mezzo, “i migliori”, fino a ridurli al silenzio. Concetto saliente della trama, che Cervo coglie sin dalla prima pagina, nella quale compare un “omaggio” a Renato Fucini. Il critico, profondo estimatore dello scrittore maremmano, ha ricordato come egli fosse “bistrattato” dalla cultura accademica ed esautorato dalle antologie scolastiche per la sua propensione a “insegnare a scrivere” e, soprattutto, a “insegnare a vivere onestamente e nel rispetto dei valori più nobili”.
Gli interventi sono stati intervallati dalla voce calda e melodiosa dell’Avv. Lucia Ferillo, bravissima attrice teatrale, che ha letto alcuni brani del romanzo. Non ha mancato, Lino Lavorgna, di complimentarsi per il “pathos” recitativo inferto alla sua prosa, del quale è rimasto così colpito da indurlo a proporle il ruolo di protagonista in un cortometraggio di cui sarà regista e sceneggiatore, ispirato, manco a dirlo, al testo di uno scrittore francese: Théophile Gautier.
Toccante l’intervento conclusivo dell’autore, che ha ricordato episodi legati alla sua infanzia e alla sua giovinezza. Non senza commozione ha citato l’adorata Mamma, Maestra elementare e direttrice di un centro di lettura per adulti, la quale, invece di “proibirgli” i fumetti, come accadeva ai suoi compagni di giochi, gli regalò l’abbonamento al “Giornalino” delle “Edizioni Paoline”, che di fumetti ne pubblicava a iosa, tutti molto avvincenti. “A sua insaputa”, pertanto, l’autore ebbe modo di apprendere anzitempo, in modo giocoso, la storia greca e romana. L’excursus ha poi toccato gli anni più recenti, con gustosi aneddoti che è possibile godersi dalla sua viva voce nel filmato pubblicato su YouTube, intitolato: “Prigioniero del Sogno – Presentazione a Caserta”.
(Enzo di Nuzzo – RadioCasertaNuova
Direttore Sabato Non Solo Sport)

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